"Vittorio Emanuele".

Il Re rivolgeva poscia il seguente proclama all'esercito:

Ufficiali, sottufficiali e soldati!

L'Austria, armando sulla nostra frontiera, vi sfida a novella battaglia. In nome mio, in nome della Nazione, vi chiamo alle armi. Questo grido di guerra sarà per voi, come lo fu sempre, grido di gioia. Quale sia il vostro dovere, non ve lo dico, perchè so che bene lo conoscete. Fidenti nella giustizia della nostra causa, forti del nostro diritto sapremo compiere con le armi la nostra unità.

Ufficiali, sottufficiali e soldati!

Assumo oggi nuovamente il comando dell'esercito per adempiere al dovere che a me ed a voi spetta di rendere libero il popolo della Venezia, che da lungo tempo geme sotto ferreo giogo. Voi vincerete, ed il vostro nome sarà benedetto dalle presenti e future generazioni.

Firenze, 21 giugno 1866.

Vittorio Emanuele.

Disponeva poi che si istituissero due depositi a Como ed a Bari per la formazione del corpo dei volontari e ne offriva il comando al generale Garibaldi, che rispondeva così al Ministro della guerra:

Caprera, 14 maggio 1866.