Ebbe poi delle segrete ed importanti missioni di fiducia d'ordine del generale Garibaldi e da lui personalmente. La prima affidatagli fu quella di recarsi in incognito ad esplorare se erano vere alcune mosse del nemico riferite al Capo di Stato Maggiore, e nel tempo stesso di vedere se era fattibile impossessarsi di un vapore che gli Austriaci avevano in costruzione a Desenzano, ciò che fu impossibile perchè il vapore non era ancora interamente allestito: ecco la lettera con la quale gli dava l'incarico.
"Caro Colonnello,
"Ecco le due guide di tutta confidenza. Ho già detto loro qualche cosa. Quando crederete voi direte il resto. La vettura sarà alla vostra porta tra pochi minuti. Buon viaggio e felice ritorno con più buone notizie. Il sotto Capo di Stato Maggiore. E. Guastalla".
Altre missioni di Garibaldi al Ministero con lettere e con istruzioni riservate l'Elia condusse a termine con soddisfazione del generale.
Come si è già visto la battaglia del 24 non portò conseguenze gravi come sulle prime dava a temere.
Il generalissimo austriaco non si sentì abbastanza forte da arrischiarsi ad altri attacchi dopo la ben contrastata vittoria (se pur vittoria poteva chiamarsi) e, salvo qualche piccola ricognizione, si tenne nel quadrilatero.
Il 1o luglio ricevuto il rinforzo di tre dei cinque reggimenti che si stavano organizzando, il generale Garibaldi, lasciato buon presidio a Brescia ed a Lonato, disponeva il movimento in avanti per riprendere, con nuovo sangue dei suoi, le posizioni che gli era stato ordinato dì abbandonare.
Il giorno 2 di luglio il colonnello Corte ebbe l'ordine di muovere verso Rocca d'Anfo. La sera pernottava a Vestone ed alla mattina riprendeva la marcia. Verso il mezzogiorno veniva avvertito che una compagnia di bersaglieri, comandata dal capitano Evangelisti e sotto la direzione del capitano di Stato Maggiore Bezzi aveva ricevuto ordine di girare attorno alla Rocca e xxxxxdi piombare dalla cima dei monti sugli austriaci che occupavano S. Antonio e le falde orientali di Monte Suello.
Arrivata la colonna in prossimità di S. Antonio venne attaccata dai Cacciatori austriaci, appostati sulle falde del monte e distesi lungo lo stradale. Ma non per questo i nostri rallentavano la marcia. Arrivati sulle alture vi prendevano posizione e piazzati 4 cannoni aprivano contro gli austriaci un fuoco così ben nutrito da obbligarli a ritirarsi sul Monte Suello. Nel fatto mostrarono valore e sangue freddo il tenente colonnello Bruzzesi e il maggiore Mosto; si comportò da valoroso il sottotenente Coralizzi che veniva decorato al valore militare.