Eppure Cenerentola, con tutti i suoi cenci, era cento volte più bella delle sue sorelle, quantunque fossero vestite in ghingheri e da grandi signore.

Ora accadde che il figlio del Re diede una festa di ballo, alla quale furono invitate tutte le persone di grand'importanza e anche le nostre due signorine furono del numero, perchè erano di quelle che facevano grande spicco in paese. Eccole tutte contente e tutte affaccendate a scegliersi gli abiti e le pettinature, che tornassero loro meglio a viso.[3] E questa fu un'altra seccatura per la povera Cenerentola, perchè toccava a lei a stirare le sottane e a dare l'amido ai manichini. Non si parlava d'altro in casa, che del come si sarebbero vestite in quella sera.

—Io,—disse la maggiore,—mi metterò il vestito di velluto rosso e le mie trine d'Inghilterra.

—E io,—disse l'altra,—non avrò che il mio solito vestito: ma, in compenso, mi metterò il mantello a fiori d'oro e la mia collana di diamanti, che non è dicerto di quelle che si vedono tutti i giorni.—

Mandarono a chiamare la pettinatora di gala, per farsi fare i riccioli su due righe, e comprarono dei nei dalla fabbricante più in voga della città.

Quindi chiamarono Cenerentola, perchè dicesse il suo parere, come quella che aveva moltissimo gusto; e Cenerentola diè loro i migliori consigli: e per giunta si offrì di vestirle: la qual cosa fu accettata senza bisogno di dirla due volte.

Mentre le vestiva e le pettinava, esse le dicevano:

—Di', Cenerentola, avresti caro di venire al ballo?...

—Ah! signorine! voi mi canzonate: questi non son divertimenti per me!

—Hai ragione: ci sarebbe proprio da ridere,[4] a vedere una Cenerentola, pari tua, ad una festa da ballo.—