Cenerentola scappò subito a cogliere il più bello che potè trovare e lo portò alla Comare, non sapendo figurarsi alle mille miglia[9] come mai questo cetriolo l'avrebbe fatta andare alla festa di ballo.

La Comare lo vuotò per bene, e rimasta la buccia sola, ci battè sopra colla bacchetta fatata, e in un attimo il cetriolo si mutò in una bella carrozza tutta dorata.

Dopo, andò a guardare nella trappola, dove trovò sei sorci, tutti vivi.

Ella disse a Cenerentola di tenere alzato un pochino lo sportello della trappola, e a ciascun sorcio che usciva fuori, gli dava un colpo di bacchetta, e il sorcio diventava subito un bel cavallo: e così messe insieme un magnifico tiro a sei, con tutti i cavalli di un bel pelame grigio-topo-rasato.

E siccome essa non sapeva di che pasta fabbricare un cocchiere:

—Aspettate un poco,—disse Cenerentola,—voglio andare a vedere se per caso nella topajola ci fosse un topo; che così ne faremo un cocchiere.

—Brava!—disse la Comare,—va' un po' a vedere.—

Cenerentola ritornò colla topajola, dove c'erano tre grossi topi.

La fata, fra i tre, scelse quello che aveva la barba più lunga; il quale appena l'ebbe toccato, diventò un bel pezzo di cocchiere, e con certi baffi, i più belli che si fossero mai veduti.

Fatto questo, le disse: