Lo fecero salire nei quartieri del Re, dove entrato che fu[11] fece una gran[12] riverenza al Re, e gli disse:

—Ecco, Sire, un coniglio di conigliera che il signor marchese di Carabà—era il nome che gli era piaciuto di dare al suo padrone—mi ha incaricato di presentarvi da parte sua.

—Di' al tuo[13] padrone,—rispose il Re,—che lo ringrazio e che mi ha fatto un vero regalo.—

Un'altra volta andò a nascondersi fra il grano, tenendo sempre il suo sacco aperto; e appena ci furono entrate dentro due pernici, tirò la corda e le acchiappò tutte e due.

Corse quindi a presentarle al Re, come aveva fatto per il coniglio di conigliera. Il Re gradì moltissimo anche le due pernici e gli fece dare la mancia.

Il gatto in questo modo continuò per due o tre mesi a portare di tanto in tanto al Re la selvaggina della caccia del suo padrone.[14]

Un giorno avendo saputo che il Re doveva recarsi[15] a passeggiare lungo la riva del fiume insieme alla sua figlia, la più bella Principessa del mondo, disse al suo padrone:

—Se date retta a un mio consiglio, la vostra fortuna è fatta: voi dovete andare a bagnarvi nel fiume, e precisamente nel posto, che vi dirò io: quanto al resto, lasciate fare a me.—

Il marchese di Carabà fece tutto quello che gli consigliò il suo gatto, senza sapere a che cosa gli avrebbe potuto[16] giovare.

Mentre egli si bagnava, il Re passò di là; e il gatto si messe a gridare con quanta ne aveva in gola:[17]