Sir Guglielmo Petty, la cui semplice asserzione è di gran peso, c’insegna che non erano punto cattive le condizioni d’un lavorante qualora per una giornata di lavoro ricevesse quattro soldi col cibo, e otto senza. Quattro scellini la settimana, quindi, erano, secondo il calcolo di Petty, una buona paga per la gente agricola.[199]
Che siffatto calcolo non fosse discosto dal vero, abbiamo prove in gran copia. Verso il principio del 1685, i Giudici della Contea di Warwick, nello esercizio d’una potestà affidata loro da un decreto d’Elisabetta, stabilirono, nelle loro sessioni trimestrali, un regolamento di paghe per la Contea, e notificarono che ciascun padrone che pagasse, e ciascuno operaio che ricevesse più della somma decretata, sarebbero puniti. Il salario dell’operaio agricolo ordinario da Marzo a Settembre, era precisamente lo stesso notato da Petty; val quanto dire, quattro scellini per settimana, senza cibo. Da Settembre a Marzo era di tre scellini e sei soldi.[200]
Ma in quel secolo, siccome nel nostro, i guadagni del contadino differivano assai nelle differenti parti del Regno. Il salario nella Contea di Warwick rispondeva probabilmente alla media proporzionale, e nelle Contee verso il confine della Scozia era minore; ma v’erano distretti più favoriti. Nel medesimo anno 1685, un gentiluomo di Devonshire, di nome Riccardo Dunning, pubblicò un opuscolo, nel quale descrisse la condizione de’ poveri di quella Contea. Ch’egli intendesse bene la materia, non è possibile dubitare; imperocchè, pochi mesi dopo, l’opuscolo venne ristampato, e dai magistrati ragunati in Exeter nelle sessioni trimestrali fortemente raccomandato all’attenzione di tutti gli ufficiali delle parrocchie. Secondo lui, il salario del contadino della predetta Contea, era, senza il cibo, circa cinque scellini per settimana.[201]
Anche migliore era la condizione del lavorante nelle vicinanze di Bury Saint Edmond. I magistrati di Suffolk adunaronsi quivi, nella primavera del 1682, per fissare la rata del salario; e deliberarono che, quando all’operaio non fosse dato da mangiare, riceverebbe cinque scellini per settimana in tempo di verno, e sei d’estate.[202]
Nel 1661, i giudici in Chelmsford avevano stabilito che il salario dell’operaio d’Essex, senza cibo, fosse di sei scellini in inverno, e di sette in estate. E questa pare che fosse la paga maggiore con che si retribuisse nel Regno il lavoro degli agricoltori, nel periodo di tempo che corse dalla Restaurazione alla Rivoluzione: ed è da notarsi, che nell’anno in cui fu fatta cotesta provvisione, le cose necessarie alla vita erano oltremodo care. Il grano costava settanta scellini il sacco; prezzo che anche oggi verrebbe considerato quasi da tempi di carestia.[203]
Questi fatti perfettamente concordano con un altro che sembra meritevole d’essere considerato. Ella è cosa evidente che in un paese dove niuno può essere costretto a farsi soldato, le file dell’armata non potrebbero riempirsi, se il Governo desse paga molto minore del salario che riceve un operaio rurale. Oggidì la paga d’un soldato comune, in un reggimento di linea, è di sette scellini e sette soldi per settimana. Tale stipendio, congiunto con la speranza d’una pensione, non attira in numero sufficente i giovani inglesi; ed è necessario di supplire al difetto arrolando le più povere genti di Munster e di Connaught. La paga di un soldato comune di fanteria, nel 1685, era di quattro scellini e otto soldi per settimana; e nondimeno, è certo che il Governo in quell’anno non incontrò difficoltà nessuna a raccogliere, poco tempo dopo l’annunzio, molte migliaia di reclute inglesi. La paga d’un soldato comune di fanteria nell’esercito della Repubblica era stata sette scellini per settimana; vale a dire, pari a quella d’un caporale sotto Carlo II:[204] e sette scellini per settimana s’erano trovati bastevoli a riempire le file d’uomini manifestamente superiori alla generalità del popolo. E però, nello insieme, e’ pare ragionevole conchiudere, che nel regno di Carlo II, la paga ordinaria del contadino non eccedesse quattro scellini per settimana; ma che in talune parti del reame fosse di cinque scellini, di sei scellini, e nei mesi estivi anche di sette scellini. Ai giorni nostri, un distretto dove un lavorante guadagni sette scellini per settimana, si reputa in condizioni tristissime. La media proporzionale è assai maggiore; e nelle Contee prospere, la paga settimanale degli agricoltori ascende a dodici, quattordici, ed anche sedici scellini.
LII. La rimunerazione degli operai impiegati nelle manifatture, è stata sempre maggiore di quella de’ lavoratori della terra. Nell’anno 1680, un membro della Camera de’ Comuni notò come le grosse paghe che si davano in Inghilterra, rendessero impossibile la concorrenza de’ nostri tessuti coi prodotti de’ telai indiani. Un mestierante inglese, invece di tormentarsi al pari d’un uomo di Bengal per una moneta di rame, voleva uno scellino per giorno.[205] Esiste un’altra testimonianza che prova, uno scellino per giorno essere stata la paga la quale un manifattore inglese allora si credesse in diritto di chiedere: ma spesso era costretto di lavorare a minor prezzo. La plebe di quell’età non aveva costume di radunarsi per discutere, udire arringhe, o far petizioni al Parlamento. Non v’era giornale che perorasse la causa di quella. Manifestava in rozze rime l’amore, l’odio, l’esultanza, la sciagura. Gran parte della sua storia può solo impararsi nelle ballate. Una delle più notabili poesie popolari che nel tempo di Carlo II cantavasi per le vie di Norwich e di Leeds, può tuttavia leggersi nel suo originale. È il grido veemente ed acre del lavoro contro il capitale. Descrive il vecchio buon tempo, allorquando ogni artigiano impiegato nell’opera della lana viveva al pari d’un fattore. Ma quel tempo era passato; e un povero uomo rompendosi per un intero giorno le braccia al telaio, poteva guadagnare solo sei soldi; e muovendo lamento di non poter vivere con sì misera paga, gli veniva risposto ch’era libero di prenderla o lasciarla. Per una così magra ricompensa, i produttori della ricchezza erano costretti ad affannarsi, alzandosi presto e coricandosi tardi; mentre il padrone, mangiando, bevendo ed oziando, arricchivasi con le fatiche loro. Uno scellino per giorno—dice il poeta—sarebbe la paga del tessitore, se gli fosse resa giustizia.[206] Ci è dato quindi concludere, che negli anni che precessero la Rivoluzione, un lavorante impiegato nelle grandi manifatture d’Inghilterra, si reputasse bene pagato guadagnando sei scellini per settimana.
LIII. Potrebbe in questo luogo notarsi, che il costume di porre i fanciulli a lavorare innanzi tempo (costume che lo Stato, legittimo protettore di coloro che non possono proteggersi da sè, ha con saggezza ed umanità ai tempi nostri inibito), prevaleva tanto nel diciassettesimo secolo, che, paragonato alla estensione del sistema delle manifatture, parrebbe incredibile. In Norwich, sede principale del traffico de’ lanificii, una creaturina di sei anni stimavasi atta a lavorare. Vari scrittori di quel tempo, fra’ quali alcuni che avevano fama di eminentemente benevoli, ricordano esultando come in quella sola città i fanciulli e le fanciulle di tenerissima età creassero una ricchezza che sorpassava di dodicimila lire sterline l’anno quella che era necessaria alla loro sussistenza.[207] Quanta più cura poniamo ad esaminare la storia del passato, tanta più ragione troveremo di discordare da coloro che pensano, l’età nostra avere prodotti nuovi mali sociali. Vero è che i mali sono di vecchia data. Ciò che è nuovo, è la intelligenza che gli discerne e la umanità che vi pone rimedio.
LIV. Passando da’ tessitori di panno a una specie diversa d’artigiani, le nostre ricerche ci condurranno a conclusioni pressochè simili. Per varie generazioni, i Commissarii dello Spedale di Greenwich hanno tenuto il registro delle paghe date a diverse classi di operai impiegati a riattare quell’edificio. Da questo pregevole documento raccogliesi, che nel corso di cento venti anni, il salario giornaliero de’ muratori si è elevato da mezzo scudo a quattro e soldi dieci, quello del maestro da mezzo scudo a cinque e soldi tre, quello del legnaiuolo da mezzo scudo a cinque e soldi cinque, e quello del piombaio da tre scellini a cinque e soldi sei.