XXVIII. Disonorevole come era tale Manifesto a coloro che lo avevano messo fuori, non era fatto senza arte a fine di incitare le passioni del volgo. Nelle contrade occidentali produsse grande effetto. I gentiluomini e il clero di quelle parti dell’Inghilterra, tranne pochi, erano Tory. Ma i piccoli possidenti, i trafficanti delle città, i contadini e gli artigiani, erano generalmente animati dal vecchio spirito delle Teste-Rotonde. Molti erano Dissenzienti, ed esasperati da piccole persecuzioni, dispostissimi a gettarsi in una disperata impresa. Il grosso del popolo abborriva dal Papismo, e adorava Monmouth, il quale non gli era straniero. Il viaggio ch’egli nella state del 1680 fece nelle Contee di Somerset e di Devon, era ancora vivo nella memoria di tutti. In quella occasione, era stato sontuosamente ospitato da Tommaso Thynne in Longleat Hall, che era allora, e forse anche oggi, la più magnifica casa campestre dell’Inghilterra. Da Longleat ad Exeter, lungo le siepi, stavano di qua e di là schierati numerosi spettatori che lo acclamavano. Le strade erano sparse di fronde e di fiori. La moltitudine, ansiosa di vedere e toccare il suo prediletto, rompeva le palizzate de’ parchi, ed affollavasi ne’ luoghi dove egli era festeggiato. Quando arrivò a Chard, la sua scorta componevasi di cinquemila cavalli. Ad Exeter tutto il popolo del Devonshire erasi raccolto per salutarlo. Era notevole parte dello spettacolo una compagnia di novecento giovani, i quali, coperti di bianco uniforme, lo precedevano verso la città.[370] Il giro di fortuna, che aveva scissi dalla sua causa i gentiluomini, non aveva prodotto nessuno effetto nel popolo basso. Per esso egli era sempre il buon Duca, il Duca protestante, lo erede legittimo, che una vile congiura aveva privato del proprio retaggio. Le genti correvano in folla al suo vessillo. Tutti gli scrivani ch’egli potè adoperare, non bastavano a notare i nomi delle reclute. Non era anche stato ventiquattro ore sulle rive dell’Inghilterra, e trovatasi a capo di mille cinquecento uomini. Dare arrivò da Taunton con quaranta cavalli d’aspetto non molto marziale, e recò nuove incoraggianti intorno allo stato dell’opinione pubblica nella Contea di Somerset. Fin qui tutto pareva procedere prosperamente.[371]

Ma in Bridport andavansi ragunando forze per farsegli contro. Ivi arrivò, nel dì decimoterzo di giugno, il reggimento rosso della guardia civica della Contea di Dorset. Quello della Contea di Somerset, ovvero reggimento giallo, di cui era colonnello Guglielmo Porter, gentiluomo Tory di non poca importanza, aspettavasi per il giorno seguente.[372] Il Duca deliberò di avventurare subitamente il colpo. Parte delle sue truppe apparecchiavasi già a marciare verso Bridport, allorquando un disastroso evento pose in iscompiglio tutto il campo.

Fletcher e Saltoun erano stati destinati a comandare, sottoposti a Grey, la cavalleria. Fletcher aveva un cattivo cavallo; e veramente pochi animali erano nel campo che non fossero stati tolti all’aratro. Come gli fu ordinato di partire per Bridport, pensò che l’urgenza del caso gli dovesse essere scusa a giovarsi, senza licenza, d’un bel cavallo che apparteneva a Dare. Questi se ne offese, e parlò dure parole a Fletcher; il quale si tenne cheto più di quanto si sarebbero aspettato coloro che lo conoscevano. In fine Dare, reso più audace dal contegno paziente con che l’altro sosteneva la insolenza di lui, rischiossi a minacciare con una bacchetta il ben nato ed altero Scozzese. Fletcher si sentì ribollire il sangue, trasse fuori una pistola e stese Dare a terra morto. Così repentina e violenta vendetta non sarebbe stata riputata strana in Iscozia, dove le leggi erano state sempre deboli; dove chiunque non si fosse fatta ragione da sè, non era verosimile che la ottenesse da altri; e dove, perciò, della vita umana facevasi così poco pregio, quanto nelle peggio governate provincie della Italia. Ma le genti delle contrade meridionali dell’Isola, non erano avvezze a vedere fare uso delle armi micidiali, e spargersi il sangue per una parola e un gesto aspro, tranne in duello fra gentiluomini pugnanti con armi uguali. Sorse, dunque, un grido universale di vendetta contro lo straniero che aveva assassinato un Inglese. Monmouth non potè far fronte ai clamori. Fletcher, il quale, appena calmato l’impeto della rabbia, si sentì opprimere dal rimorso e dal cordoglio, ricoveratosi sopra l’Helderenbergh, fuggì sul continente, e andò in Ungheria, dove valorosamente pugnò contro il comune nemico del nome cristiano.[373]

XXIX. Qualunque fossero state le condizioni degl’insorgenti, alla perdita d’un uomo d’egregie doti d’animo, non poteva di leggieri supplirsi. La mattina del giorno seguente, che era il dì decimoquarto di giugno, Grey, accompagnato da Wade, si mosse con circa cinquecento uomini a dare l’assalto a Bridport. Ne seguì un fatto d’arme confuso e non decisivo, quale era da aspettarsi da due bande di contadini, che comandate da gentiluomini e da avvocati di provincia, erano venute alle mani. Per qualche tempo gli uomini di Monmouth fecero rinculare la guardia civica. Poi essa stette ferma, e costrinse gl’inimici a ritirarsi disordinatamente. Grey, con la sua cavalleria, non si fermò mai finchè non si vide di nuovo salvo a Lyme; ma Wade raccolse i fanti e li condusse innanzi con buon ordine.[374]

Levossi allora un violento grido contro Grey; e taluni degli avventurieri incitavano Monmouth a trattarlo severamente. Monmouth, nondimeno, non volle prestare ascolto a cotesti consigli. La sua mitezza è stata da parecchi scrittori attribuita a bontà d’indole, la quale spesso diventava debolezza. Altri hanno supposto ch’egli non volesse condursi violentemente col solo Pari che servisse nella sua armata. Nonostante, è probabile che il Duca, il quale, comunque non fosse grandissimo capitano, s’intendeva di guerra molto meglio de’ predicatori e dei legisti che sempre lo tempestavano con consigli, fece concessioni che gente affatto inesperta nelle faccende militari non avrebbe mai pensato di fare. Per rendere giustizia ad un uomo che ha avuti pochi difensori, è d’uopo osservare, che la parte assegnata a Grey, per tutto il tempo che durò la campagna, era tale, che se egli fosse stato il più ardito ed esperto de’ soldati, non avrebbe potuto mai compierla in modo da acquistargli credito. È noto che un soldato a cavallo richiede un più lungo esercizio di un soldato a piedi, e che il cavallo da guerra richiede anche esso più lungo esercizio del suo cavaliere. Qualche cosa può farsi con una fanteria immatura, purchè abbia entusiasmo e coraggio; ma nulla può esservi più inconvenevole d’una cavalleria nuova e inesperta, composta di possidenti e di trafficanti montati sopra cavalli da soma e da posta: e tale era la cavalleria di Grey. Non è da maravigliarsi che i suoi non sostenessero risoluti l’impeto del fuoco nemico, e non menassero vigorosamente le armi, ma che potessero tenere i posti loro.

Le reclute seguitavano ad accorrere a torme. Gli armamenti e gli esercizi militari continuavano ogni giorno. In questo mentre, la nuova della insurrezione erasi sparsa per ogni dove. La sera stessa in cui il Duca pose piede a terra, Gregorio Alford, gonfaloniere di Lyme, Tory zelante ed acerrimo persecutore de’ non conformisti, mandò i suoi servi ad annunziare la cosa ai gentiluomini delle Contee di Somerset e di Dorset, ed egli stesso cavalcò alla volta del paese occidentale. A notte avanzata fermossi in Honiton, dove scrisse in poche parole le triste nuove, e le spedì a Londra.[375] Volò poi ad Exeter, dove trovò Cristoforo Monk, Duca di Albemarle. Questo nobile uomo, figlio ed erede di Giorgio Monk restauratore degli Stuardi, era Lord Luogotenente del Devonshire, ed allora stavasi a passare a rassegna la guardia civica. Aveva pronti sotto il suo comando quattromila militi cittadini. E’ pare ch’egli credesse di potere con tali forze spegnere ad un tratto la ribellione. E però marciò alla volta di Lyme.

XXX. Ma come, nel pomeriggio del lunedì 15 di giugno, egli giunse ad Axminster, vi trovò gl’insorgenti pronti a fargli fronte. Gli si presentarono con risoluto aspetto; posero quattro pezzi da campagna contro le truppe regie. Le spesse siepi che da ambo i lati fiancheggiavano gli angusti stradali, erano guarnite di file di moschettieri. Albemarle, nondimeno, aveva meno timore degli apparecchi dell’inimico, che dello spirito che manifestavano le proprie milizie. Tale era la reputazione di Monmouth tra le popolazioni della Contea di Devon, che se le milizie civiche avessero potuto scoprire il suo ben noto aspetto, sarebbero corse in massa a porsi sotto il suo vessillo.

Albemarle, quindi, comunque fosse superiore di forze, stimò savio consiglio di ritirarsi. La ritirata tosto prese sembianza di sconfitta. Tutto il paese era sparso d’armi e d’uniformi militari, che i fuggenti gettavano via; ed ove Monmouth gli avesse vigorosamente inseguiti, avrebbe probabilmente preso Exeter senza colpo ferire. Ma ei fu satisfatto dell’ottenuto vantaggio, ed amò meglio che le sue reclute fossero più esercitate innanzi di avventurarsi a fatti rischiosi. Per la qual cosa mosse alla volta di Taunton, dove arrivò il dì decimottavo di giugno, precisamente una settimana dopo il suo sbarco.[376]

XXXI. La Corte e il Parlamento s’erano grandemente commossi alle nuove giunte dall’occidente dell’isola. Alle ore cinque della mattina del sabato 13 di giugno, il Re aveva ricevuta la lettera che il Gonfaloniere di Lyme gli aveva spedita da Honiton. Il Consiglio Privato fu subitamente convocato. Si dettero ordini perchè si rafforzasse ogni compagnia di fanteria, ed ogni squadrone di cavalleria. Vennero istituite commissioni per far leva di nuovi reggimenti.