Pochi giorni dopo, Skelton ricevè ordini dalla sua Corte perchè chiedesse, che a cagione de’ pericoli che minacciavano il trono del suo signore, i tre reggimenti scozzesi ai servigi delle Provincie Unite, fossero senza indugio rimandati nella Gran Bretagna. Si rivolse al Principe d’Orange; il quale si tolse il carico di maneggiare il negozio, ma predisse che Amsterdam avrebbe opposta qualche difficoltà. La predizione avverossi. I Deputati d’Amsterdam ricusarono d’acconsentire; il che fu cagione di qualche ritardo. Ma la questione non era di quelle che, per virtù della Costituzione della repubblica, una sola città poteva, contro il desiderio della maggioranza, impedire che si mandassero ad esecuzione. La influenza di Guglielmo prevalse; e le truppe furono speditamente imbarcate.[364]
Skelton infrattanto adoperavasi, certo non con molto giudizio e moderazione, a fermare le navi equipaggiate dai fuorusciti inglesi. Rimproverò fortemente lo Ammiragliato d’Amsterdam, dicendo che per la negligenza di quello, una banda di ribelli aveva potuto invadere la Gran Bretagna. A un secondo errore della medesima specie non vi sarebbe stata nessuna scusa. Chiese che senza tardanza un grosso legno, chiamato l’Helderenbergh, fosse sequestrato. Spacciavasi destinato per le Canarie. Ma in verità, era stato noleggiato da Monmouth, portava ventisei cannoni, ed era carico d’armi e di munizioni. Lo Ammiragliato d’Amsterdam rispose, che la libertà del traffico e della navigazione non doveva violarsi per lievi ragioni, e che l’Helderenbergh non poteva essere fermato senza comandamento degli Stati Generali. Skelton, che pare avesse costume di cominciare le cose a rovescio, ricorse agli Stati Generali, e questi dettero gli ordini necessari. Allora lo Ammiragliato d’Amsterdam allegò, che nel Texel non vi fossero forze navali bastevoli a fermare un legno grosso come era l’Helderenbergh, e lasciò che Monmouth facesse vela senza molestia.[365]
Il tempo era cattivo, il viaggio lungo, e vari vascelli da guerra inglesi incrociavano nel Canale. Ma Monmouth evitò i pericoli del mare e dell’inimico. Passando lungo le rupi della Contea di Dorset, pensò di mandare sur una barca alla riva uno de’ fuorusciti, che aveva nome Tommaso Dare. Questo uomo, quantunque basso di intelligenza e di modi, esercitava grande influenza in Tauton. Gli fu ingiunto di quivi recarsi frettolosamente, attraversando il paese, ed annunziare agli amici suoi, che Monmouth avrebbe tra breve toccato il suolo dell’Inghilterra.[366]
XXVI. La mattina del dì undecimo di giugno, l’Helderenbergh, accompagnato da due più piccoli legni, comparve nel porto di Lyme. Questa città è formata da un piccolo gruppo di ripidi ed angusti viottoli, giacenti sur una costa selvaggia, piena di rocce, e battuta da un mare procelloso. Era a que’ giorni notevole per una pila costruitavi nei tempi de’ Plantageneti, con pietre ineguali e non cementate. Questo antico lavoro, conosciuto sotto il nome di Cob, chiudeva l’unico porto, dove, per uno spazio di molte miglia, i pescatori potevansi riparare dalle tempeste del Canale.
L’apparizione di cotesti tre legni forestieri senza bandiera, rese perplessi gli abitatori di Lyme; ai quali crebbe la inquietudine come non videro ritornare gli ufficiali di Dogana, che, secondo la usanza, si erano recati sul bordo. Il popolo della
città corse sulle alture, si stette lungo tempo a guardare
con ansietà, ma non sapeva intendere un tanto mistero. Finalmente, sette barche spiccaronsi dalla più grande delle strane navi, e corsero difilate alla spiaggia. Scesero a terra circa ottanta uomini, bene armati e bene in arnese. Erano fra loro Monmouth, Grey, Fletcher, Ferguson, Wade ed Antonio Buyse, ufficiale già stato a servizio dello Elettore di Brandenburgo.[367]
Monmouth impose silenzio, prostrassi in ginocchio, e ringraziò Dio per avere scampati gli amici della libertà e della religione pura da’ pericoli del mare, ed implorò la benedizione divina sopra quanto gli restava da fare per terra. Snudò la spada, e condusse i suoi uomini su per le rupi alla città.
Appena saputosi sotto quale condottiero ed a che fine la spedizione era arrivata, lo entusiasmo del popolaccio ruppe ogni freno. La piccola città fu tutta in subbuglio; erano le genti che, correndo per ogni verso, andavano gridando: «Monmouth! Monmouth! La Religione Protestante!» Intanto, nella piazza del mercato venne inalberata una bandiera azzurra, che era la insegna degli avventurieri. Le provigioni militari furono poste nel palazzo civico; e una Dichiarazione, nella quale manifestavasi lo scopo della impresa, fu letta presso la croce della città.[368]
XXVII. Tale Dichiarazione, capo lavoro del genio di Ferguson, non era un manifesto dignitoso quale avrebbe dovuto essere quello di un condottiero che brandiva la spada a propugnare una gran causa, ma un libello di bassissima specie e per concetto e per elocuzione.[369] Conteneva molte verissime accuse contro il governo, ma erano espresse con lo stile prolisso e gonfio di un cattivo articolo; oltrechè comprendeva motti addebiti che recavano disonore a coloro soltanto che li scagliavano. Vi si affermava come cosa certa, che il Duca di York aveva incendiata Londra, strangolato Godfrey, mozzato il capo ad Essex, avvelenato il Re defunto. A cagione di quei nefandi e snaturati delitti, e principalmente di quel fatto esecrabile, cioè dell’orribile e barbaro parricidio—tale era la facondia e tale la felicità dello scrivere di Ferguson—Giacomo veniva dichiarato mortale e sanguinoso nemico, tiranno, assassino ed usurpatore. Con lui non doveva venirsi a condizioni. La spada non doveva riporsi nel fodero finchè ei non avesse ricevuto il castigo che meritano i traditori. Il governo era da riordinarsi secondo i principii favorevoli alla libertà. Tolleranza per tutte le sètte protestanti; Parlamenti annui, da non prorogarsi e disciogliersi a volontà del Principe; la milizia cittadina unico esercito stanziale, comandato dagli Sceriffi, e questi da eleggersi dai liberi possidenti. In fine, Monmouth dichiarava come egli potesse provare d’essere nato di legittimo matrimonio, ed essere, per diritto di eredità, Re d’Inghilterra; ma per allora poneva da parte i suoi diritti, li sottoponeva al giudicio di un libero Parlamento; e intanto desiderava essere considerato solo come Capitano Generale dei Protestanti inglesi, i quali eransi armati a distruggere la tirannide e il papismo.