Fu, dunque, proposto di entrare nella Contea di Wilt. Coloro i quali affermavano di conoscere que’ luoghi, assicuravano il Duca, che ivi avrebbe raccolti tali rinforzi, da potere con sicurtà dare battaglia.[405]
Seguì questo consiglio, e volse il passo verso la Contea di Wilt. Primamente intimò a Bath di aprirgli le porte. Ma Bath era fortemente presidiata dalle milizie del Re; e Feversham si approssimava. I ribelli, quindi, non si provarono d’aggredire le mura, ma corsero in fretta a Philip’s Norton, dove fermaronsi la sera del dì 26 giugno.
Feversham vi si condusse anch’egli. La mattina del dì seguente, a buon’ora, rimasero commossi alla nuova ch’egli era lì presso. Ordinaronsi, disponendosi in fila lungo le siepi del cammino che conduceva alla città.
XXXIX. L’avanguardia dell’armata regia tosto comparve. Era composta di circa cinquecento uomini, capitanati dal Duca di Grafton, giovine di spirito audace e di maniere rozze, il quale era forse desideroso di mostrarsi in nulla partecipe allo sleale attentato del suo fratello naturale. Grafton tra breve si trovò in un profondo calle, da ambo i lati del quale muovevagli addosso una tempesta d’archibugiate. Non ostante, si spinse arditamente oltre, finchè pervenne all’ingresso di Philip’s Norton. Ivi trovò chiuso il cammino da una barricata, d’onde un altro vivissimo fuoco gli veniva di fronte. I suoi uomini si perdettero d’animo, e indietreggiarono fuggendo. Innanzi che uscissero dal calle, più di cento tra loro erano morti o feriti. La ritirata di Grafton fu tagliata da una mano di cavalleria nemica; ma egli si aperse fra mezzo a quelli valorosamente il cammino, e si pose in salvo.[406]
L’avanguardo in tal guisa respinto, si congiunse col corpo principale dell’esercito regio. Le due armate allora si trovarono faccia a faccia; e ricambiaronsi poche archibugiate, che furono di poco o di punto effetto. Nessuna era impaziente di venire alle mani. Feversham non voleva combattere fino a che non fosse arrivata l’artiglieria, e si ripiegò verso Bradford. Monmouth, appena sopraggiunta la notte, abbandonò la propria posizione, marciò verso mezzodì, e sul fare del giorno pervenne a Frome, dove sperava trovare rinforzi.
Frome gli era favorevole quanto Taunton o Bridgewater, ma non potè far nulla per lui. Pochi giorni avanti, eravi stata una insurrezione, e il Manifesto di Monmouth era stato attaccato in piazza. Ma la nuova di tale movimento era pervenuta al Conte di Pembroke, che trovavasi non molto discosto con le civiche milizie della Contea di Wilt. Era, quindi, con esse accorso a Frome; aveva messa in rotta una folla di campagnuoli, i quali, armati di falci e tridenti, tentavano di fargli fronte; era entrato nella città ed aveva disarmati gli abitanti. E però non v’erano armi, e Monmouth non poteva apprestarne.[407]
XL. L’armata ribelle trovavasi in triste condizioni. La marcia del dì precedente l’aveva stancata. La pioggia era caduta a torrenti; e le strade erano diventate pantani. Non v’era nuova dei promessi soccorsi della Contea di Wilt. Arrivò un messo, annunziando che le forze d’Argyle erano state disperse in Iscozia. Un altro disse che Feversham, congiuntosi con l’artiglieria, era sulle mosse. Monmouth intendeva le cose di guerra tanto, da accorgersi che i suoi seguaci, con tutto il loro zelo e coraggio, non avrebbero potuto resistere ai soldati regolari. Erasi fino allora illuso sperando che alcuni di que’ reggimenti, da lui per innanzi comandati, sarebbero corsi sotto il suo vessillo; ma adesso era costretto a deporre tale speranza. Qui l’animo gli venne meno. Appena poteva far mostra di fermezza bastevole a dare ordini. Nella propria sciagura, amaramente dolevasi de’ sinistri consiglieri, dai quali era stato indotto ad abbandonare il suo beato ritiro di Brabante. E segnatamente contro Wildman trascorse a virulente imprecazioni.[408] Ed allora, nel debole ed agitato cervello gli sorse un vergognoso pensiero; quello, cioè, di abbandonare alla vendetta del Governo le migliaia d’uomini—i quali, da lui chiamati e accorsi per amore di lui, avevano abbandonato le abitazioni e i campi propri;—partirsi di nascosto, co’ suoi più alti ufficiali; condursi a qualche porto di mare innanzi che nascesse il sospetto della sua fuga, e rifuggirsi nel continente, dove fra le braccia di Lady Wentworth avrebbe dimenticata la propria ambizione e vergogna. Seriamente discusse cotesto disegno co’ principali de’ suoi consiglieri. Taluni di loro, tementi per la propria vita, lo ascoltarono approvando; ma Grey, il quale, secondo la confessione anche de’ suoi detrattori, era intrepido sempre, tranne quando le spade gli lampeggiavano dinanzi e le palle gli fischiavano d’intorno, si oppose con estremo calore alla ostinata proposta, e supplicò il Duca ad esporsi a ogni pericolo, più presto che ricompensare con la ingratitudine e col tradimento il fervido affetto dimostratogli dal contadiname delle contrade occidentali.[409]
Il pensiero della fuga venne, dunque, abbandonato; ma non era agevole formare un piano qualunque di campagna. Procedere verso Londra sarebbe stata demenza; imperocchè la via che ivi conduce, attraversa diritta il vasto piano di Salisbury, sul quale le truppe, e soprattutto la cavalleria regolare, avrebbero pugnato con ogni vantaggio contro uomini indisciplinati. In questo mentre, arrivò al campo la nuova che i campagnuoli delle maremme pressò Axbridge erano insorti a difendere la religione protestante, s’erano armati di tridenti, correggiati e forconi, e si andavano ragunando a migliaia presso Bridgewater. Monmouth deliberò di ritornare in quel luogo, e rafforzarsi di questi nuovi collegati.[410]
I ribelli, adunque, si mossero alla volta di Wells, e vi arrivarono con contegno non amichevole. Erano tutti, salvo pochi, avversi alla prelatura; e mostrarono la propria avversione in modo da recar loro pochissimo onore. Non solo strapparono il piombo dal tetto del magnifico Duomo, onde farne palle da archibugio,—cosa che poteva essere escusata da’ bisogni della guerra,—ma profanamente ne distrussero gli ornati. Grey con molta difficoltà potè, ponendosi dinanzi all’altare con la spada sguainata, salvarlo dagli insulti di alcuni ribaldi, i quali vi volevano crapoleggiare dintorno.[411]
XLI. Il giovedì, 2 di luglio, Monmouth rientrò in Bridgewater, in condizioni meno liete di quelle onde vi era giunto dieci giorni prima. Il rinforzo che vi trovò, era di poco conto. L’armata regia era lì presso. Per un istante divisò di fortificare la terra; e furono chiamati centinaia di lavoranti a scavare fossi ed alzare ripari. Poi, mutando consiglio, pensò di gettarsi nella Contea di Chester; disegno ch’egli aveva respinto come ineseguibile mentre trovavasi in Keynsham, e che certamente non era meglio eseguibile adesso che egli stava in Bridgewater.[412]