XLII. Mentre tentennava tra pensieri egualmente disperati, comparvero le forze regie. Erano composte di circa duemila cinquecento soldati regolari, e di circa mille e cinquecento militi cittadini della Contea di Wilt. La mattina della domenica, 5 luglio, a buon’ora partiti da Somerton, piantarono le tende, quel giorno stesso, a circa tre miglia da Bridgewater nel piano di Sedgemoor.

Il Dottore Pietro Mew, vescovo di Winchester, gli accompagnava. Questo prelato aveva in gioventù sua portate le armi a difesa di Carlo I contro il Parlamento. Nè gli anni nè la professione gli avevano al tutto estinto nell’animo lo spirito guerresco; e forse credeva che l’apparizione di uno de’ padri della Chiesa protestante nel campo regio, avrebbe rinvigorito il sentimento di lealtà in cuore a quegli onesti che ondeggiavano fra l’abborrimento del papismo e quello della ribellione.

Il campanile della chiesa parrocchiale di Bridgewater, dicesi sia il più alto che si trovi nella Contea di Somerset, e vi si goda la vista di tutto il paese circostante. Monmouth, insieme con alcuni de’ suoi ufficiali, vi salì fino alla cima, ed osservò con un cannocchiale la posizione dell’inimico. Vedeva uno spazio piano, adesso rigoglioso di campi da grano e d’alberi fruttiferi, ma allora, secondo che suona il suo nome, per la più parte tristo pantano. Quando le pioggie erano copiose, e il Parret, coi ruscelli che vi si gettavano dentro, straripava, cotesto spazio era affatto inondato. In antico era parte di quella vasta palude, famosa nelle nostre vecchie cronache, per avere fermate le incursioni di due successive razze d’invasori. Aveva per lungo tempo protetti i Celti dalle aggressioni dei Re di Wessex, e difeso Alfredo dalla persecuzione dei Danesi. In quei tempi remoti, questa regione non poteva traversarsi se non con navicelli. Era un immenso stagno, sparso di molte isolette di terreno ineguale e traditore, coperto di folti giunchi, fra mezzo ai quali brulicavano i cervi e i porci selvatici. Anche ai tempi de’ Tudor, il viandante, che da Ilchester recavasi a Bridgewater, era costretto a camminare per una curva di parecchie miglia onde evitare le acque. Allorquando Monmouth gettò gli occhi sopra Sedgemoor, lo spazio predetto era stato in parte acconciato dall’arte, ed era intersecato da molti larghi e profondi fossi, che in quel paese si chiamano rhines. In mezzo al pantano sorgevano, aggruppati attorno ai campanili delle chiese, pochi villaggi, i nomi dei quali sembrano accennare che un tempo erano circondati dalle acque. In uno di essi, detto Weston Zoyland, era la cavalleria regia, e il quartiere generale di Feversham. Molte persone tuttora viventi hanno veduta la figlia della fantesca che in quel giorno lo servì a pranzo; e un gran piatto di porcellana di Persia, che gli fu posto dinanzi, serbasi anche oggi con gran cura in que’ dintorni. È da notarsi che la popolazione della Contea di Somerset non è, come ne’ distretti manifatturieri, composta di soli emigranti da luoghi lontani. Non è raro trovare contadini che coltivano il medesimo podere coltivato dai loro progenitori al tempo che i Plantageneti regnavano in Inghilterra. Le tradizioni della Contea di Somerset riescono, quindi, non poco utili allo storico.[413]

A maggior distanza da Bridgewater, giace il villaggio di Middlezoy. In esso e ne’ suoi dintorni erasi acquartierata la milizia civica della Contea di Wilt, sotto il comando di Pembroke.

Sopra lo aperto scopeto, non lungi da Chedzoy, stavano accampati vari battaglioni di fanteria regolare. Monmouth ad essi rivolse tristamente lo sguardo. Non poteva non rammentarsi come, pochi anni innanzi, capitanando una colonna di quegli stessi soldati, aveva posti in fuga i feroci entusiasti che difendevano Bothwell Bridge. Poteva bene distinguere nell’armata nemica la valorosa legione, che allora dal nome del suo colonnello, chiamavasi reggimento di Dumbarton; ma che da lungo tempo è stata conosciuta come il primo reggimento di linea, e che in tutte le quattro parti del mondo ha nobilmente mantenuta la sua reputazione primitiva. «Conosco quegli uomini,» disse Monmouth; «essi combatteranno. Se io non avessi altri che loro soli, tutto anderebbe bene.»[414]

Ciò nulla ostante, lo aspetto del nemico non era tale da scoraggiare affatto. Le tre divisioni della regia armata giacevano assai discoste l’una dall’altra. In tutti i loro movimenti era apparenza di trascuraggine e di lassa disciplina. Sapevasi che erano intenti a briacarsi col sidro di Zoyland. Era ben nota la incapacità di Feversham, comandante supremo, il quale anche in quell’ora di tanto momento ad altro non pensava che a mangiare e dormire. Churchill, a dir vero, era capitano pari ad impresa assai più rischiosa di quella di sconfiggere una masnada di male armati e mal esercitati contadini. Ma il genio che in tempi posteriori umiliò sei Marescialli di Francia, non occupava adesso il luogo che gli conveniva. Feversham parlava poco con Churchill, e in modo da non animarlo a dare consigli. Il Luogotenente, col sentimento del proprio sapere nell’arte militare, impaziente di sottostare ad un capo ch’egli spregiava, e tremante per la salute dell’armata, seppe, nonostante, così bene frenarsi e dissimulare ciò ch’egli sentiva, che Feversham ne lodò la operosa subordinazione, e promise di riferirlo al Re.[415]

Monmouth, osservata la disposizione delle forze regie, e bene istrutto della condizione in cui erano, pensò che un assalto notturno sarebbe potuto riuscire. Deliberò di correre la sorte, e subito fece i necessari apparecchi.

Era giorno di domenica; e i suoi seguaci, la maggior parte dei quali erano stati educati al culto puritano, passarono gran parte del giorno in esercizi religiosi. Il piano del Castello, dove era accampata l’armata, presentava uno spettacolo, quale, dopo lo scioglimento dell’esercito di Cromwell, la Inghilterra non aveva mai più veduto. I predicatori dissenzienti, che avevano prese le armi contro il papismo, alcuni de’ quali avevano forse anche pugnato nella grande guerra civile, oravano e predicavano in abito scarlatto e in istivali, con la spada a fianco. Ferguson era uno di coloro che arringavano. Tolse a testo del suo sermone la tremenda imprecazione con che gl’Israeliti dimoranti oltre il Giordano, purgavansi dell’addebito che stoltamente loro davano i confratelli dell’opposta sponda del fiume. «Il Signore Iddio degli Dei, il Signore Iddio degli Dei, egli conosce, e Israele egli conoscerà. Se ciò sia ribellione o trasgressione contro il Signore, non ci salvare in quel giorno.»[416]

Che si dovesse dare un assalto col favore della notturna tenebra, non era un secreto in Bridgewater. La terra era piena di donne, che dalla circostante regione vi erano accorse a centinaia per rivedere ancora i mariti, i figliuoli, gli amanti e i fratelli loro. Molti in quel giorno si dissero il doloroso addio, e molti si divisero per non rivedersi più mai.[417] La nuova del preparato assalto pervenne all’orecchio d’una fanciulla, che era zelante pel Re. Ancorchè ella fosse d’indole modesta, ebbe l’animo di andare da sè fino a Feversham, e riferirgliene. Uscì cauta da Bridgewater, e si avviò ai regi accampamenti. Ma quel campo non era luogo dove l’innocenza potesse tenersi sicura. Anco gli ufficiali, spregiando dall’un canto le forze irregolari dell’inimico, e dall’altro il negligente capitano al quale essi erano sottoposti, stemperatamente abbandonatisi al vino, erano pronti ad ogni eccesso di crudeltà e licenza. Uno di loro pose le mani addosso alla malarrivata fanciulla, ricusò di ascoltare il messaggio che recava, e la oltraggiò brutalmente. Ella fuggì straziata dalla rabbia e dalla vergogna, lasciando le scellerate soldatesche al proprio destino.[418]

Appressavasi già l’ora del gran rischio. La notte non sorgeva male adatta ad una tanta intrapresa. La luna era nella sua pienezza, le bandiere del Nord splendevano ai suoi raggi. Ma la nebbia del padule era sì folta sopra Sedgemoor, da non potersi nulla discernere a cinquanta passi di distanza.[419]