D'altra parte la viceregina, presentando un ricco monile ed un gioiello in diamante alla Bernardina, con bei modi si adoperava a persuaderla perchè avesse indotto il marito a depositare il comando, or che le capitolazioni erano state giurate, ed il popolo aveva ottenuto quanto dimandava; e la sollecitava perchè quegli si rimanesse contento ormai delle mercedi promessegli: Senora comadre, conchiudeva la viceregina, haga de manera, que su marido dexe el mando, porque se quieten las cosas.Oh questo poi no, signora commara, rispondeva a tali insinuazioni l'accorta donna. Se mio marito abbandonasse il comando, nè la sua nè la mia persona sarebbe più rispettata. Però sarà meglio che ambedue stiano uniti, il Vicerè e Masaniello, cosicchè l'uno governi gli spagnuoli e l'altro il popolo[197].

L'ardita risposta non piacque per fermo alla viceregina, che dissimulando non aggiunse altro, ma accomiatò gentilmente la Bernardina e le sue compagne fino alla porta. Così allegra e contenta la comitiva si partì, e colla stessa carrozza tornò a casa, seguìta dal dono ricevuto, che era portato da un facchino in un canestro (spasa), coverto da una tovaglia di taffettà turchino, ed accompagnato dagli alabardieri e dai servitori, i quali quando furono nel Mercato, suonarono di nuovo le trombe e le donne smontarono e si riceverono il detto regalo[198].

Ma non passarono due soli giorni e la scena cangiò interamente. Nel mattino di martedì mentre maddamma Antonia[199], la vecchia madre di Masaniello, Bernardina e Grazia incerte, ma pur presaghe del loro danno, sole ed abbandonate da tutti in un angolo della loro casa piangevano e si comunicavano a vicenda i propri timori, un mormorio continuato e lontano pervenne al loro orecchio. Erano gridi di trionfo o di morte? Masaniello aveva, come nel mercoledì precedente, trionfato dei suoi nemici, o tutto era finito per esse, potere, agi ed onori? L'incertezza non tardò guari a dileguarsi. Il rumore si faceva più chiaro e distinto; era una turba di popolo che gridava: Viva Dio e il re di Spagna, Masaniello è morto, Masaniello è morto! sotto pena di ribellione nessuno nomini più Masaniello! A quelle parole, la povera Bernardina diè un alto grido e cadde tramortita al suolo.

In questo momento quella ciurma di popolani era giunta nella piazza del Mercato, e sparando alcune archibugiate in aria, ripeteva gli stessi gridi ed applausi. Un suono di tromba fu ripetuto tre volte, e, fattosi silenzio, un banditore ad alta voce lesse:

Bando e comandamento per ordine di Sua Eccellenza.
PHILIPPUS DEI GRATIA REX

In esecutione dell'ordine oretenus dato a noi da S. E. si fa il presente Bando, per il quale si ordina et comanda a tutte et qualsivogliano persone di qualsivoglia grado, stato et conditione si sia, che fra il termine di 24 hore debbiano restituire et dar nota in poter nostro di tutte et qualsivogliano robe, cioè oro, dinari, argento quadri et ogni altro mobile di qualsivoglia sorte che sia, che si ritrovano in potere di qualsivoglia persona, pigliate dal q. Tommaso Aniello d'Amalfi o d'altri in suo nome da qualsivoglia persona e casa, et anche in potere di chi fossero andate dette robe, sotto pena di confiscazione de' loro beni, di morte naturale e diroccatione delle loro case; acciò havuta detta notizia se ne faccia avvisata S. E. per eseguire quanto comanderà. Ed acciò tutto venga a notitia di ciascuno, e nessuno possa allegare causa d'ignoranza, si ordina che si pubblichi il presente Banno, non solo nel Mercato di Napoli, dove solea vivere detto q. Tommaso Aniello, ma anche in ogni altro luogo dove sogliono pubblicarsi detti Banni. — Napoli 16 luglio 1647.

D. Giulio Genoino

Letto il bando[200] e replicato tre volte il suono di tromba, il banditore procedette altrove, ma quella ciurma di popolo si volse verso la casa di Masaniello; altri, come dice un testimone di veduta, per guardare quante robe in essa vi erano, altri per rubarle, giacchè era sedia vacante, altri finalmente per impadronirsi della moglie e della sorella e condurle prigioni innanzi al vicerè[201]. Capo di questi ultimi era Carlo Catania di Bracigliano, fornaio al Carminello, uno degli uccisori dello stesso Masaniello, compare ed amico di lui, e che era stato dal capitan generale, nel tempo del suo potere, nominato provveditore delle milizie popolari. Pure i beneficii non erano stati da tanto a vincere l'astio invidioso di lui, e il dispetto per le minacce fattegli da Masaniello, allorchè credendo di poter profittare del suo posto e della sua influenza, non temette di fare nel suo forno il pane cattivo e mancante. Forse anche la moglie di Masaniello entrava per qualche cosa in quest'odio e dispetto del Catania.

Egli dunque alla testa dei suoi seguaci, irruppe nella casa del compare; andò difilato a Bernardina, la prese pel corsetto, e, servendomi delle stesse parole del Pollio, “maltrattandola di poco onore et boffettoni, et strascinata la condusse in istrada, con la sua guancia (mano) dentro il petto di quella meschina„, che col seno scoperto e scarmigliata empiva l'aria di strida[202] e disperatamente piangeva. Nello stesso modo Grazia di Amalfi maltrattata e vituperata, era presa da altri compagni del Catania. Nè d'altra parte la grave età era di schermo all'Antonia. Anch'essa insieme colla madre di Marco Vitale, il segretario di Masaniello[203], veniva da quei popolani imprigionata. Così le povere donne tra le beffe e gli scherni erano condotte a Palazzo, facendo le stesse vie, che avevano fatte nella domenica antecedente in un modo tanto diverso. Non vi furono vituperii ed ingiurie, che quella gente villana ed inferocita non facesse a quelle infelici. Non era persona, dice pure un grave scrittore di quegli avvenimenti, che non si accostasse a darle un calcio o a strapparle i capelli[204]. Alcuni plebei precedendo la ciurmaglia, gridavano; largo largo alla signora Duchessa delle sarde; e qualcuno, che non aveva mancato d'inchinarle e reverirle nei tempi della loro fortuna, ora vilmente non risparmiava i motteggi e gli strapazzi[205].

Nè d'altra parte il vicerè e la viceregina più generosi si mostrarono nel giorno del loro trionfo. Allorchè le donne, giunte finalmente a Palazzo e portate innanzi al vicerè, si gettarono ai suoi piedi chiedendo misericordia ed aiuto, il Duca d'Arcos non ebbe pietà alcuna di quelle infelici. La stessa viceregina, che volle vederle, quasi per prendersi la sua rivincita, sfogò (come accennano alcuni, sebbene altri lo neghino) il dispetto della domenica antecedente, dileggiando la povera vedova, veneranda allora per l'improvvisa sventura, col titolo d'illustrissima, di generalissima e di viceregina delle popolane.