[60]. Acta visit. capp. anno 1583 n.º 19.

[61]. Celano, G. III, p. 261.

[62]. Acta visit. cappell. ab. arch. Gesualdo 1598 v. IV, f. 496. — Stefano, Op. cit. c. 43.

[63]. Bandi municipali nell'Op. cit. t. I, p. 192.

[64]. Bandi municipali nell'Op. cit. t. I, p. 196, 224, 229.

[65]. Mazzella, Descrizione del regno di Nap. p. 338; Ageta, ad Moles etc. I. 420 — V. pure Bandi municipali nell'Op. cit. t. I, p. 196.

[66]. Summonte. Op. cit. I, 246. Essa dopo questa epoca nel 1653 fu in altro modo rifatta dal vicerè conte di Ognatte; Parrino, Teatro dei Vicerè t. II, p. 464; Celano, IV, 73.

[67]. In taluni Frammenti Mss. degli annali della Città di Napoli dal 1611 al 1679 composti da Nicolò Caputo, dei quali io conservo copia, all'anno 1632 dicesi “i Napoletani in onore della Madonna del Carmine contribuirono alla spesa di presso a ducati 9000 per lo prezzo di molte paja di case, che furono diroccate in Napoli avanti la porta maggiore della chiesa del Carmine al Mercato che impedivano la vista della facciata di quella, e stavano contigue ad un'antichissima porta.... Coloro che contribuirono a questa spesa furono li signori Vicerè del Regno, gli Eletti della città sì dei nobili come del popolo; il Reggente D. Giovanni Enriquez, marchese di Campi; D. Giovanni Grasso Reggente della Vicaria; Nicola Giodice principe di Cellammare, et. corriere maggiore; il consigliere Pietro Antonio Caravita e D. Francesco del Campo; li razionali della Regia Camera Gioseffo Ametrano et Fabrizio Cennamo, che fu poi Presidente di Camera. Questa porta così antica della città si ridusse in nulla nell'anno 1637 per causa di un incendio ivi successo per le polvere da fuoco, che vi si vendeva.„ — Cf. pure Tutini, Op. cit. p. 15.

[68]. Così denominato da un piccolo ponte, che stava fino al 1459 innanzi la Chiesa, e sotto il quale scorrevano le acque del lavinajo prima che il corso di esse fosse trasferito all'Arenaccia. V. Cronistoria f. 36.

[69]. Bandi municipali nella Op. cit. t. I. p. 186, 196, 204.