[130]. I capi delle riforme proposte dal Genoino si leggono stampati con lo Zazzera nel cit. Arch. Stor. It. t. IX, p. 593, n. 375. — Il Genoino voleva farli stampare per diffonderli nel popolo, ma il tipografo non volle eseguir ciò senza il permesso del Collaterale (p. 596). — Inoltre gl'intendimenti del popolo sono alquanto più ampiamente manifestati in una lettera del medesimo Genoino agli Accademici Oziosi, trascritta dalle carte di lui nel vol. III, de' Successi del Duca d'Ossuna f. 403 v. che credo util cosa interamente riportare in Appendice al n. 1.

[131]. Così narra lo Zazzera, p. 549, ma il Genoino nella propria Difesa afferma che si facesse la conclusione almeno di supplicare il Re a lasciare il Duca d'Ossuna nel Governo del Regno. Successi cit. III, f. 414 e 416 v. — L'Ardizzone nell'Esamina o Interrogatorio fatto al Genoino, carcerato in Ispagna, a' 3 e 9 Agosto 1620 è chiamato da lui suo emulo. Giuliani, f. 177 v. mihi.

[132]. Era con editto stabilito che non si potesse gridar: serra serra; e che contro quei che a tal editto contravvenivano procedesse la G. Corte della Vicaria ad horas. De Santis, Codice delle leggi del r. di Nap. XII, p. 251. — Negli Avvertimenti cit. il Genoino nega di aver avuto parte a questi tumulti, anzi dice che nel 28 maggio uscì solo per le strade della città a persuadere i cittadini che aprissero le botteghe e le case, f. 411.

[133]. Zazzera, p. 598. Mi piace riportare in Appendice al n. 2 un documento assai importante sul proposito, che leggesi nel Giuliani, f. 252. Esso è una lettera dell'Eletto e della piazza popolare a D. Baldassarre Zunica, presidente del Consiglio d'Italia, la quale ci dimostra, come le lagnanze e le aspirazioni del popolo esposte dal Genoino non erano già per particolari suoi fini esagerate.

[134]. Zazzera, p. 603. Secondo leggiamo nel citato vol. Praecedentiarum, al f. 114 v. “A' 14 Giugno, la domenica verso sera il duca d'Ossuna si imbarcò in una squadra di 6 galee per Spagna, lasciando in Palazzo sua moglie„. Il Genoino nei primi giorni si “salvò nelle camere della Viceregina.„ Lettera di un cavaliere del governo della città a Giov. Francesco Spinelli in Giuliani, f. 32. Nella copia Ms. dei Giornali dello Zazzera, posseduta da me, al dì 14 giugno si notano coloro, che furono carcerati pei passati tumulti, tra i quali cinque parenti stretti del Genoino, e coloro, che furono forgiudicati, tra i quali Giulio ed Antonio Genoino, e Francesco Antonio Arpaja. Si nota pure che furono confiscati e venduti i beni di esso Genoino. Non si tenne conto del guidatico o salvacondotto, che egli aveva avuto dal Duca di Ossuna, copia del quale si legge a f. 70 del Giuliani. Sembra anzi che fosse stato posto un taglione sul suo capo, come può congetturarsi da una lettera degli Eletti dei 15 ottobre 1620. Litterar. VII, f. 2: v. nell'arch. Municipale.

Da ultimo nella stessa copia Ms. dello Zazzera ai 6 agosto si narra che il Card. Borgia fece carcerare da 300 uomini popolari, la maggior parte del Mercato, per aver essi parlato licenziosamente del dottor Carlo Grimaldi, Eletto del popolo, sopra le cose della grassa; quali stettero così carcerati per parecchi giorni, e finalmente furono liberati con molto lor danno.

[135]. Basile, Pentamerone, I, 136; Le muse napolitane, II, p. 328, Cortese, Opere, II, p. 233, 234.

[136]. Basile, Pentamerone, I. 130.

[137]. Cortese, Opere, I, 90; II, Pref. III, 142; Basile, Pentam. II, 118; Sgruttendio, La Tiorba a taccone, p. 27.

[138]. Basile, Pentam. I, 253; Cortese, II, 98 e 99; Valentini, La meza canna, p. 23.