Attaint d'un malefice honteux et miserable,

J'Escume de depit, je bave, je fremis

Et j'ay peur que mon mal ne se treuve incurable.

Il servo dice:

Je fais se que je puis sans en venir a bout

Je chauffe des frotoirs, mais que sert ce remede?

On la deja frotté dos et ventre et par tout

Et l'on le fait suer sans que rien luy succede.

[300]. Nella pagina del Molini, ov'è attaccato il ritratto, si legge: “Questa mattina 6 luglio 1647 giorno di sabbato. Io me ne andai conforme in solito mio di giorni tali alla pietra del Pesce, ed uscii fuori alla cabbella, e trovai questa bella figura che mi haveva portato molte volte del pesce, quando stava all'altro convento, e vedendolo tutto sossopra feci buon animo e gli addimandai se haveva niente di buono, egli mi si voltò dicendo haggio lo malanno che vi colga, avevo pigliati alcuni pesci con l'hamo, e questi ufficiali della gabella, per non l'haver pagata me l'hanno levato, ma se campo, che non sii ucciso, me la pagheranno ben loro a me. Dicendo, si haggia patienza io, habbila anchora tu monacho mio, e così dietro la marina se ne sparì, ed io me ne tornai dentro, fra me dicendo oh che gran pazzo.

[301]. Ecco le parole del Molini: “Giovedì 11 luglio 1647. Giornata quinta. Questa notte Masaniello non fidandosi per qualche tradimento, come gli era successo la mattina col Perrone, salì a cavallo, come quì si vede con una moltitudine delli più vili, circondando dentro e fuori la città i posti s'erano ben custoditi, come anco osservando se tutti avevano fatte le illuminazioni, come al suo comando, e questo lo vedessimo noi quando passò, perchè osservai molto bene, avanti che andassimo a dormire, sebbene tutta la notte altro non si faceva che suonare le due campane già dette, cioè il Carmine e S. Lorenzo„. Ma è poi vero tutto quello che dice? In quel giorno. Masaniello s'era recato a presentare al Vicerè i capitoli dell'accordo, stabiliti dopo molta discussione. E uscito di palazzo, quando già “sopravveniva la notte„, (Capecelatro I, p. 68) tornò al Mercato ricondotto in carrozza dal Cardinale. Niun altro narra che dopo andasse vagando per la città a cavallo. Invece attesta il Campanile, Mss. cit. che “Masaniello ritiratosi si spogliò degli abiti di tela d'argento, e si rivestì de' suoi soliti cenci, e consumò tutta quella notte ed il giorno seguente in dare varji provvedimenti intorno le cose concernenti la grascia„. E il Capecelatro p. 69 aggiunge “che comandò ancorchè di notte che si troncassero le teste a quattordici persone imputate d'essere banditi„. La verità quindi può ridursi a quello che sta scritto nel Diario Anonimo conservato nella biblioteca della Società Napoletana di Storia Patria. “Per questo suspetto di banditi succedè altra rivolutione, et le voci serra serra per la città, standone tutta la notte con le guardie et lumi per le finestre a tutte le strade, suonando la campana di S. Lorenzo ad orme„. Delle luminarie, del popolo che vigilava in armi, e del suono delle campane di S. Giovanni a Carbonara a sera, e del Mercato e s. Agostino la notte, parla anche Giraffi o. c. p. 131.