SAMIA. Or vedi s'egli è 'l vero che gli spiriti possino e sappin tutto?
FESSENIO. Io resto il piú stupefatto omo del mondo.
SAMIA. Voglio portar presto questa buona nuova a Fulvia.
FESSENIO. Vatti con Dio. Oh potenzia del cielo! Debbo io però credere che Lidio, per forza de incanti, sia converso in femina e che non amerá né conoscerá se non Fulvia? Altro che 'l cielo nol potria fare. E pur costei dice che Fulvia lo ha tócco con mano. Intendo vedere questo miraculo prima che maschio ridiventi; e poi adorare questo negromante, se cosí trovo. Per questa strada di qua a Lidio me ne vo; ché in casa forse sará.
ATTO V
SCENA I
SAMIA serva, LIDIO femina, LIDIO maschio.
SAMIA. Bene è vero che la donna è sopra la pecunia come il sole sopra il ghiaccio; che, del continuo, lo strugge e consuma. Non prima lesse Fulvia la polizza del negromante che la mi dette questa borsa de ducati perché io a Lidio suo li porti. E vedilo a punto lá. Guarda se l'amica tua, o Lidio, fa il dovere. Non odi, Lidio? Che aspetti? Piglia, o Lidio.
LIDIO femina. Eccomi.
LIDIO maschio. Da' qua.