LIDIO femina. Io me stesso non conosco?

FESSENIO. Messer… volsi dir, madonna, non. Se tu te riconoscessi, me ancor conosceresti.

LIDIO femina. Io ben mi conosco. Chi tu te sia non ritruovo giá.

FESSENIO. Di', piú correttamente, che tu hai trovato altri e perso te stesso.

LIDIO femina. E chi ho io trovato?

FESSENIO. Tua sorella Santilla, che ora è in te, sendo tu femina. Hai perso te stesso, perché non sei piú maschio, non sei piú Lidio.

LIDIO femina. Qual Lidio?

FESSENIO. Oh poveretto, che nulla ti ricorda! Deh! padrone, non ti
soviene egli essere Lidio da Modon, figliuolo di Demetrio, fratello di
Santilla, discipul di Polinico, padrone di Fessenio, innamorato di
Fulvia?

LIDIO femina. Nota, Fannio, nota. Fulvia mi è ben ne l'animo e nella memoria.

FESSENIO. Mi sapeva bene che sol di Fulvia ti ricorderesti. D'altro no, in modo affatturato sei!