SCENA IV

SAMIA, FESSENIO, LIDIO femina, FANNIO.

SAMIA. Oimè! uh! uh! uh! trista me! Oh povera padrona mia, che, in un tratto, svergognata e ruinata sei!

FESSENIO. Ch'hai tu, Samia?

SAMIA. Oh sventurata Fulvia!

FESSENIO. Che cosa è questa?

SAMIA. O Fessenio mio, ruinati semo.

FESSENIO. Che c'è? di' sú.

SAMIA. Pessime nuove.

FESSENIO. Che?