SCENA IV
CALANDRO, FESSENIO servo.
CALANDRO. Fessenio!
FESSENIO. Chi mi chiama? Oh padrone!
CALANDRO. Or be', dimmi: che è di Santilla mia?
FESSENIO. Di' tu quel che è di Santilla?
CALANDRO. Sí.
FESSENIO. Non lo so bene. Pur io credo che di Santilla sia quella veste, la camicia che l'ha indosso, el grembiule, i guanti e le pianelle ancora.
CALANDRO. Che pianelle? che guanti? Imbriaco! Ti domandai, non di quello che è suo, ma come la stava.
FESSENIO. Ah! ah! ah! Come la stava vuoi saper tu?