CALANDRO. O Fessenio, Fessenio, tu sai piú secreti delle donne…
FESSENIO. Massime quelli della tua.
CALANDRO. … che un architetto.
FESSENIO. To' lá! Architetto, ah?
CALANDRO. Due anelli mi bevve quella spagnuola. Or io fo ben voto a Dio che io m'arò ben l'occhio di non esser beuto.
FESSENIO. E tu savio.
CALANDRO. Nissuna mi bacerá giá mai che lei non baci.
FESSENIO. Calandro, abbivi avvertenza; perché, se una ti bevesse il naso, una gota o un occhio, tu resteresti il piú brutto omo del mondo.
CALANDRO. Ci arò ben cura. Ma fa' pur che io abbi in braccio Santilla mia.
FESSENIO. Lassa fare a me. Voglio ire ad ultimare in un tratto la cosa.