SAMIA. Va' pur lá. Ci starai se crepassi, greco taccagno, ché la mi manda al negromante. Ma, se cosí risponde lo spirito, trionfa Fulvia.
LIDIO femina. Misera e trista la fortuna di noi donne! E queste cose inanzi mi si parano perché io tanto piú cognosca e pianga il danno del mio esser donna.
FANNIO. Io arei pure voluto intendere il tutto da costei; ché nocer non potea.
LIDIO femina. La cura piú grave tutte l'altre scaccia. Pur, se piú mi parlasse, piú grato me le mostrerrei.
FANNIO. Io cognosco costei.
LIDIO femina. Chi è?
FANNIO. Samia serva di Fulvia gentildonna romana.
LIDIO femina. Oh! oh! oh! Anch'io la cognosco, ora. Pazienzia! Ella ben nominò Fulvia.
SCENA III
LIDIO femina, FANNIO servo, RUFFO negromante.