POLINICO. L'omo prudente pensa sempre quello li pò venire in contrario.
FESSENIO. Eccoci su per le pedagogarie.
POLINICO. Come questo vostro amore fia piú noto, oltre che in gran pericolo starai, tu sarai da tutti tenuto una bestia.
FESSENIO. Pedagogo poltrone!
POLINICO. Perché, chi non dileggia e non odia li vani e li leggeri? Come diventato sei tu che, forestiero, ti sei posto ad amare. E chi? Una delle piú nobil donne di questa cittá. Fuggi, dico, e' pericoli di questo amore.
LIDIO. Polinico, io son giovane; e la giovinezza è tutta sottoposta ad Amore. Le gravi cose si convengano a' piú maturi. Io non posso volere se non quello che Amor vuole: e mi sforza ad amare questa nobil donna piú che me stesso. Il che, quando mai si risapessi, credo che io ne sarò da molti piú reputato; per ciò che come in una donna è grandissimo senno il guardarsi da l'amore di maggior omo che ella non è, cosí è gran valore nelli omini di amare donne di piú alto lignaggio che essi non sono.
FESSENIO. Oh bella risposta!
POLINICO. Questi son termini insegnatili da quel tristo di Fessenio per metterlo sú.
FESSENIO. Tristo se' tu.
POLINICO. Mi maravigliavo che tu non volassi a turbar l'opere bone.