FESSENIO. Adonque io non turberò le tua.

POLINICO. Nulla è peggio che vedere la vita de' savi dependere dal parlare de' matti.

FESSENIO. Piú saviamente l'ho consigliato io sempre che tu fatto non hai.

POLINICO. Non puole essere superiore di consigli chi è inferiore di costumi. Non te ho prima cognosciuto, Fessenio, perché non t'arei tanto laudato a Lidio.

FESSENIO. Avevo forse bisogno di tuo favore io, ah?

POLINICO. Conosco ora essere ben vero che, in laudare altrui, spesso resta l'omo ingannato; in biasmarlo, non mai.

FESSENIO. Tu stesso mostri la vanitá tua poi che laudavi chi non conoscevi. So io bene che, in parlare di te, non mi sono ingannato mai.

POLINICO. Donque hai tu detto mal di me?

FESSENIO. Tu stesso il di'.

POLINICO. Pazienzia! Non intendo quistionar teco, ché saria uno gridare co' tuoni.