FANNIO. In un tratto. Ben feci a trovare i panni ancor per me.
SCENA XVIII
RUFFO negromante, SAMIA serva.
RUFFO. Sin qui la cosa va in modo che li cieli non me l'ariano potuta ordinar meglio. Se Samia è per di lá arrivata a casa, Fulvia deve aspettarmi. Mosterrolle lo spirito aver fatto tutto e che le bisogna, con questa immaginetta, dire alcune parole e far certe cose che li parranno tutte a proposito d'incantesimi. E ricorderolle che di cosa successa e seguita in questo amore suo e ch'io seco faccia, fuor che alla serva sua, con altri non ne parli. Farò tutto subito e fuor me ne tornerò. E vedi in su l'uscio comparsa Samia.
SAMIA. Entra presto, Ruffo, e va' da Fulvia lá in quella camera terrena; perché, su di sopra, è Calandro pecora.
SCENA XIX
SAMIA serva, FESSENIO servo.
SAMIA. Ove vai, Fessenio?
FESSENIO. Alla padrona.
SAMIA. Non puoi ora parlarli.