3. L'universo — notate bene, non le cose dell'universo (e Bruno, come si vedrà, distingue quello da queste) — è Dio stesso come EFFETTO infinito di se stesso. Infinita genitura dell'infinito generante. — Potenza, operazione, effetto sono in Dio una medesima cosa. L'universo — l'operazione o effetto infinito, medesimo in Dio colla potenza — non è altro che le cose, in quanto sono in Dio (Natura naturata), non le cose per sè.
L'universo come effetto infinito è identico e differente da Dio.
È identico, in quanto infinito; differente, in quanto effetto; identico differente, perchè Infinito come effetto. Non è il vero infinito, ma l'infinito, come effetto, fatto, causato.
Come identico differente, l'universo è una differenza o distinzione in Dio; in Dio, e non fuori, appunto perchè è infinito; se fosse finito, sarebbe semplice effetto, cioè fuori della sua causa.
Quest'idea dell'universo in Dio come una differenza in Dio, è tanto contrastata, perchè non si ha un concetto giusto di ciò che vuol dire Universo. Vuol dire sistema, ordine, nesso, relazione universale. E ciò non solo è in Dio, ma non può non essere in Dio; non può essere che in Dio.
Identico: «È uno, immobile; non si genera (perchè ha tutto l'essere); non si corrompe; non può nè sminuire nè crescere, perchè infinito; non è alterabile, non è mutabile, non è misurabile.....; è uno e medesimo; non è altro e altro; non ha essere e essere; non ha parte e parte.....; è il tutto indifferentemente, e perciò è uno; è tutto quello che può essere, e in lui non è differente l'atto dalla potenza».
Queste determinazioni sono le stesse determinazioni di Dio: Dio è per Bruno il tutto indifferentemente, e in lui non è differente l'atto dalla potenza.
Ma pure l'universo è
Differente: «Dico Dio termine interminato di cosa interminata, perchè così Dio come l'universo è tutto infinito; ma Dio complicatamente e totalmente, l'universo esplicatamente e non totalmente. L'universo è tutto infinito; perchè non ha margine, nè termine, nè superficie; non è totalmente infinito, perchè ciascuna parte, che in quello possiamo prendere, è finita, e de' mondi innumerabili che contiene, ciascuno è finito. Dio è tutto infinito, perchè da sè esclude ogni termine, ed ogni suo attributo è uno ed infinito; è poi totalmente infinito, perchè tutto lui è in tutto il mondo e in ciascuna sua parte infinitamente e totalmente, al contrario della infinità dell'universo, la quale è totalmente in tutto, e non in queste parti. E però Dio ha ragione di termine, l'altro di terminato, non per differenze di finito ed infinito, ma perchè l'uno è infinito, e l'altro infinito e finiente».
Adunque, ripeto, vi ha in Dio una differenza; e questa differenza — ciò è anche da notare — è essa stessa indifferenza: il tutto indifferentemente.