Ritornare semplicemente a Fichte, non si può: l'Io di Fichte non spiega il conoscere. A Kant, molto meno; e anche molto meno a Cartesio, ad Aristotele, a Platone.
Dunque, come fare?
Bisogna conservare tutto il progresso sino a Schelling, e vedere quel che manca.
Fichte pone la mentalità; senza la mentalità non è possibile punto il conoscere.
Schelling dice: senza identità reale, identità come mentalità, non ci è il conoscere.
Fichte e Schelling hanno ragione. Ma Schelling presuppone la identità, la identità come mentalità. Questo è il suo difetto.
Bisogna dunque provare la identità. Solo provando la identità, si spiega il conoscere; si risolve il problema della logica.
Questa prova è Hegel.