Io fe' ec. l'ordine è: Io feci spesso palancola, ch'è un castello della nobil famiglia de' Pazzi. Ma perchè palancola o palancolato è anche una chiusa di pali fitti in terra a guisa di siepe, perciò far palancola dicesi dalla plebe dello stare sdrajato per terra colle gambe in su e in giù. Questo è ciò che intende Brunetto, equivocando sul nome di quel castello e il detto della plebe. Rid.
Sbaraglia e Ancreone: si suppongono nomi d'altri luoghi, e da cui la plebe tolto avesse qualche simil dettato, come da Palancola; seppur non seguisse: E fo Prete Sbaraglia ec.
Petrognano: si sa solamente essere un villaggio non lungi da Firenze. Forse prendesi per qualche erba relativa a petrosello, di cui fosse fertile. Così Falerno per vino di Falerno.
Alzando i mazzi feci zibaldone
Alle peggior del sacco, e rovistando
Alla cavalleresca Scatuzzone.
Alzando i mazzi; montato in collera, alzando in tuono sdegnoso la voce. Feci zibaldone: feci un miscuglio di cose, dissi quanto mi veniva alla bocca.
Alle peggior del sacco: alla disperata. Venni alle brutte, spezzato ogni freno. Rovistando: gettando a gambe all'aria.
Alla cavalleresca: a uso di soldato in zuffa. Cavaliere anticamente diceasi per soldato. Il cherico perde il privilegio chericale, se si fece bigamo o cavaliere. Maestruz. Scatuzzone: secondo pensa il Ridolfi è soprannome di colui, che fu gettato sossopra.
Ed il pattume vien rammuricando: