Però che 'l mondo è pur fori e cavigli.
Arcaliffe: con arco in fronte, cioè cornute (da Califfo, signor de' Saracini) moltiplicate come conigli. Salv. Ma arcaliffe potrebbero esser le più famose nel mestiere; e conigli un gergo anagrammatico, di cui simile nel Lib. Son. 79. Pere coniglie in farsettin di vajo, E pesche impiccatoje.
Cogliere ec. è ben proprio di siffatte arcaliffe il far grata accoglienza a quanti chiovi lor s'offeriscano. Fori ec. dacchè il mondo non è ormai altro che fori e cavigli; nel senso del Bocc. Concl. Dico che più non si dee a me esser disdetto, che si disdica agli uomini ed alle donne dir tuttodì foro e caviglia ec.
Sempre mi sguaraguati se mi trovi:
E' sono a te come la forca al fieno.
No 'l dico per piaggiarti per Dio Giovi,
Sguaraguati: mi guardi e mi riguardi, mi vai con cento occhiate squadrando da capo a' piedi. È discorso della donna trovata all'ontaneto.
Sono ec. son costoro per te oggetto di rivalità e di rancore; com'il fieno teme la forca, da cui venga infilzato.
Per piaggiarti: per parlare a seconda del tuo genio. Per Giove ch'io non intendo addormentare i tuoi gelosi sospetti; ma pure ti sarò buona compagna ne' geniali scherzi.
Il bambagio alla musa spaccereno;