Questo fa 'l Conte, che canta: Amor mio.

Un pa' di nozze: per proprietà di lingua Fiorentina è lo stesso pranzo nuziale: e cotesto è d'accegge, uccello infausto agli sposi a motivo del lungo becco, di cui è armato. Guelfo Dio: quasi Dio non potesse esser de' Ghibellini, tenuti per nemici della Chiesa. Rid.

Che campa nulla: che non dura niente, che tosto finisce; detto de' contadini. Rid.

Perchè la stalla molt'acqua distilla

Pe' falli folli che son troppo felli;

Chè fan le fiche con fioca favilla;

Fin vo far, che vi sien rotti gli anelli.

Che vi sian rotti gli anelli: questo è chiarissimo; e siamo ben tenuti alle buone intenzioni e a' cortesi auspicj del nostro Brunetto. Dieci però di questi capitoli potean bastantemente accertar noi dello scopo, e lui dell'infallibilità di sue mire. I suoi futuri comentatori saran forse stati quelli, che più da lui furon presi di vista. L'essergli servito d'oggetto sarà pertanto l'unica gloria mia; e quindi mi si rammenterà invano: Nisi utile est quod facimus, stulta est gloria. Fedr. 3. 17.

Fine del Pataffio.

IL TESORETTO.