E noi rimanemmo silenziosi davanti all'enorme Mistero illimitato, seducentissimo, insidioso, penetrante e sfuggente che aveva la forma stessa del golfo notturno.

A LONDRA, A PARIGI, A ZURIGO, A TRIPOLI, ALLE CALCAGNA DI UN COMPLOTTO
IV.

Il viaggiatore di commercio Paolo Castretta ci attendeva al varco nel corridoio del primo piano. Ci supplicò di non rimandare il colloquio. Fummo costretti a riceverlo subito.

La luce elettrica essendo soppressa a mezzanotte, tra due candele e i violini insistenti delle zanzare, ascoltammo queste strane e impressionanti confidenze.

— Voi sapete senza dubbio chi sono. Vi prego di aiutarmi a conservare il mio incognito per qualche giorno ancora. Ho ricevuto da una altissima autorità l'incarico di scoprire chi sono in realtà i viaggiatori stranissimi giunti ieri con voi, i loro progetti e lo scopo del loro viaggio„.

Poi con tono iroso ed eccitato, aggiunse:

— Sono cinque anni che li seguo con inaudita tenacia e abilità e debbo, ve lo dico con dolore, confessarmi vinto! Non so ancora oggi chi sono in realtà quelle canaglie!

— Sapete dunque che sono delle canaglie. È già qualchecosa.

— Sì, no, in realtà non potrei dirlo. Eppure voi sapete che sono stato io a scoprire i ladri delle tre collane a Dublino. Non era facile! Sono io che ho scoperto l'infanticida della ottava via di New-York. Ebbene, dopo cinque anni di inseguimento, questi signori sono per me, come per voi, inspiegabili e più che mai misteriosi.

Quattro anni fa incontrai il musicista Cohn, l'ebreo tisico, in una violentissima dimostrazione di suffragette a Trafalgar Square. Gli parlai, conquistai la sua simpatia difendendo a pugni con lui tre ragazze malmenate dagli studenti antisuffragisti. Fummo tutti caricati brutalmente dai monumentali policemen a cavallo e ruzzolammo tutti, per non essere calpestati, giù nel sottosuolo di una bottega, in un guazzabuglio urlante di gambe femminili, di chignons scomposti e di cappelli femminili accartocciati. Due ore dopo fingevo di dormire in un camerone della Casa delle suffragette assediata dalla polizia, quando Cohn, sdraiato vicino a me, chiamò a bassa voce Miss Dolly, la celebre propagandista e le consegnò uno chèque di 100.000 lire. Capite? Voi, forse. Io no.