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Sull'estrema alta terrazza a picco di Capri fu deposta la bara. De Ritten si avanzò e con voce fredda pronunciò il seguente discorso funebre nel vasto silenzio notturno del Mediterraneo. Le scogliere avevano risate bianche. La luna si era velata pudicamente. Le stelle sole, neutrali e pacifiste, ascoltavano con finta serietà.

“Cari miei consanguinei, — la storia dell'Umanità si divide in due grandi periodi: il periodo ellenico e il periodo germanico. Il primo tutto illuminato dal genio di Platone insegnò al mondo ad amare i placidi conviti rallegrati dai giovinetti mondi e perfetti, lontano dalle vergini e dalle donne col loro triste simbolo mensile di strage. Il secondo periodo, più glorioso del primo, cominciò a Berlino colla bella figura eroica di Eulemburg profetizzata da Wagner nel personaggio di Parsifal.

“Eulemburg, nostro maestro di soavità, che seppe cumulare le due ponderose nobili cariche di ambasciatore a Vienna e di amico intimo del Kaiser. È doveroso rievocare qui l'ombra di Eulemburg e del suo amico Krupp, qui a Capri dove essi scrissero in intima collaborazione le due opere capitali: Rapporti tra le curve del mondo e la separazione dei sessi, e, L'espansione sferica del commercio germanico. Qui a Capri io ebbi l'onore di vedere quei due grandi uomini vestiti di un lieve peplum tessuto su telaio penelopico da loro medesimi, seduti su due sedie curùli, sulla spiaggia, intenti a leggere l'uno Virgilio, l'altro Omero.

“Disgraziatamente quel periodo beato fu interrotto dalle sozzure dell'infame Harden. La guerra dei sessi scoppiò a Berlino. Voi ricordate senza dubbio la nobile difesa e glorificazione della nostra religione che un grande chirurgo scrisse e pubblicò sul Berliner Tageblatt. Egli nobilitava la nostra santa anormalità firmandosi in nome di dodicimila omosessuali. Ricordo tra quelle firme i nomi illustri dei maggiori musicisti.