Voce d'uomo (c. s.). I calzini... (variando di tono). Ma questa notte che fai? Ragioni con le stelle?
Voce di donna (smarrita). No... ho caldo... sento calore.
Voce d'uomo. Bene, vengo anche io alla finestra. Mi piace. Ci sono costellazioni come il pensiero.
Voce di donna (c. s.). Ma guarda, sei quasi nudo... ti farà male...
Voce d'uomo. Pregiudizi. Mi getto un lenzuolo sopra le spalle. L'aria della notte del resto è purissima, meravigliosa per le combinazioni algebriche dei nostri sogni.
Voce d'ubbriaco. Sono già cinque fiammiferi (caparbio). Ma io la stacco quell'ombra, la stacco e la stacco!
L'uomo spalanca le persiane e appare ammantellato di bianco. Non vede che avanti a sè, quindi non scorge NPR che ha lasciato il sostegno del tubo dell'acqua e si è disposto faticosamente a ridosso della facciata con la fronte alla notte, i piedi divaricati messi per lunghezza secondo la lunghezza del cornicione. Il giovane ha il viso che è tutto uno spasimo. La bocca trema, gli occhi sono chiusi per il timore della vertigine, le mani incollate al muro, per mantenere l'equilibrio del corpo rigido.
L'uomo alla finestra. L'Orsa, una stella rossa, un poligono di punti viola...
Voce d'ubbriaco. Ancora un altro fiammifero. Sei: me la pagherai, uomo o fantasma che soffi lassù.
L'uomo (alla donna). Che hai? Tremi tutta!