REMO CHITI ed EMILIO SETTIMELLI

PAZZI GIROVAGHI

Notte. In un giardino pubblico. — Presso un lampione. Estate. Su una panchina un pazzo, giovane, conta della ghiaia.

Il pazzo giovane. Uno... due... tre... quattro... cinque... sei... sette... otto... nove... dieci... undici... dodici... trecentomila!... 20.000! sera + sera = sera... e poi finalmente... (finendo in un sacco) Un miliardo!... Bello di notte contare i sassolini da uno ad un miliardo... peccato non c'è la luna... ma c'è il lampione... Ah! gli uomini sono furbi... sera + sera = sera... Il lampione!... sto meglio quando c'è la luna... il lampione è come una luna insecchita e impallidita... Sassolino + sassolino = luna + lampione = stelle e pulviscolo atmosferico fuori e dentro di noi... Sapevo una poesia nella notte... La capisco soltanto ora... che sia: sassolino + sassolino - luna + lampione = odore di gelsomino e di lampone... (In questo tempo appare un vecchio, altro pazzo).

Il pazzo vecchio. Smetti di prender sassi per lanterne!... smetti!...

Il pazzo giovane. Sera + sera = sera... sassolino + lampione = odore di gelsomino e di lampone...

Il pazzo vecchio, impazientito. Sì, guarda se con le scarpe ti riesce di soffiarmi il naso!...

Il pazzo giovane. Lo sai?... Ho capito ora una vecchia poesia che da bambino imparavo in un cantuccio... no! basta!... lo so... lampione di meno, ma luna di più....

Il pazzo vecchio. Tu mi provochi la cancrena!... smetti di parlare e infilami il cappello in tasca!... ho fame, per dio!... ho fame... no! non ho fame... ho il cappello in capo.... però smetti di tormentare quel polpo e infilami il cappello in tasca!...

Il pazzo giovane. Una volta ho preso un gelsomino e l'ho pelato come un pollo... pareva un tacchino...