Il pazzo vecchio. Basta! basta! ho fame!...
Il pazzo giovane. Il pane, vuoi?... ce n'ho tanto in corpo! Ho vent'anni, e ne mangio tanto tutti i giorni!... Hai fame!... Rovesciati la giacca!...
Il pazzo vecchio. No!... le mosche vanno rispettate!...
Il pazzo giovane. Tormenta il fazzoletto immediatamente!... o il pomodoro è perduto... le cicale mi hanno sempre divertito! Io voglio salvarlo, il pomodoro rosso!... bada!... bada a te, che la notte è la notte...
Il pazzo vecchio. Ah! vigliacco! te le darò io le storie dell'osteria!... (e lo afferra alla gola), Mi fai ridere... sei buffo!... ora ti faccio un massaggio.... (Lo strangola, lo lascia e il giovane cade a terra....). Accidenti! le scarpe nuove... È meglio andare nelle Pampas. (E scompare).
REMO CHITI
PAROLE
SUPPOSIZIONE
La folla
Un portiere
Sulla porta di un palazzo governativo: reggia o tribunale, parlamento o borsa. Sul portone, un Portiere, vecchio, bianco, automatico. Di fronte, la folla che parla e discute; attesa, dibattito. Oggi la folla ha una volontà irremovibile; un influsso estraneo sussurra qualcosa dalle sue bocche innumerevoli: da tutto sgorga un'irritazione irrefrenabile; nel grigiore dell'aria compressa e nera le pareti di macigno del palazzo trasudano una fatica enorme; mille volontà vi si arenano, vi battono e stramazzano in basso rovinate, abbozzate.