E da dove veniva Fausto, quella tal sera, per essere così stanco, così sfinito e quasi fuori di sè?...

Perchè quelle lagrime nei suoi occhi?...

Certo, il fatto di avere compromesso l'onore della sua fidanzata, e il pensiero dei parenti irritati, dovevano tormentarlo. Ma... alla fine poi, se loro si amavano, potevano sposarsi subito e partire appena sposati... stare via un anno... viaggiare... Eran ricchi!... E anche se dovevano affrontare l'opinione pubblica... bella roba!... Quando due si amano...

E fissava lo sguardo in faccia ad Argìa come per interrogarla.

Ma il viso pallido e grave, dall'espressione verginale, rimaneva impenetrabile... Che! forse non era vero niente, ed egli sognava a occhi aperti. Forse aveva ragione l'Amelia quando diceva che in quella casa c'era un contagio di pazzìa!

Ed ecco che, tutto a un tratto, ogni dubbio svaniva.

In un istante d'oblio e di stanchezza invincibile, Argìa lasciava apparire il suo stato, nascosto con tanta cura, a costo di acerbe e continue torture.

Non ricevendo alcuna risposta, il Pisani scrutò il viso del suo interlocutore e sussultò.

Quel viso rivelava l'impressione di una scoperta penosa.

Atterrito, egli girò lo sguardo sull'ammalato. Nulla di nuovo... pareva assopito come poco prima; e Argìa...