— Oh! mi pare ancora impossibile!... Un ragazzo intelligente e leale come Fausto!.... Uno studente di medicina, quasi dottore!.... Non pare vero!...
Si mise a camminare per la stanza ripensando tra sè. Non poteva capacitarsi. La debolezza, sì, purtroppo, la capiva. Ma quella condotta così grulla?!... Quella mancanza di ogni senso della vita pratica?...
Tutto a un tratto si battè la fronte e ritornò precipitosamente presso a sua figlia, gridandole nella faccia:
— Non ti ama forse più?!..
— Oh!... povero Fausto!... Mi ama sempre!..
— Meno male.... Purchè non muoia, quel minchione!... Che cosa faremo se muore?!..
— Morirò anch'io!...
— Ah, sì?... Brava! Che bella consolazione tu ti figuri di dare a tuo padre!...
Era commosso. Una invincibile tenerezza gli entrava nell'anima. Se avesse potuto salvarla, la sua Argìa... renderla felice malgrado tutto!...
L'amava più di tutti i suoi figli. Era sempre stato superbo di lei. Avrebbe potuto strozzarla nel primo impeto, appunto perchè l'amava così. Ma sentirla, lei, parlare di morire, lo agghiacciava: gli serrava il cuore.