... Non si sapeva come infilargli le maniche...
... Bisognava vedere, per mettergli il colletto, che stenti!... Non poteva tenere il capo ritto!...
Queste notizie circolavano ed erano commentate a bassa voce, in un bisbigliamento quasi gaio. E chi crollava le spalle; chi sorrideva a mezz'aria.
Finalmente; la gran notizia:
— Don Paolo arriva!...
Lo portavano con la poltrona, il cameriere e la cuoca. Anche Amelia andò a vedere. Secondo lei pareva uno di quei santi di legno che si portavano in processione nei piccoli paesi, il giorno di Corpus Domini.
Ma quando la grande poltrona, in fondo alla quale don Paolo quasi spariva come un'ombra, fu deposta in terra presso al letto di Fausto, e il vecchio levò sul nipote gli occhi ancora intelligenti umidi di pianto, non si trovò più nessuno che avesse voglia di sorridere; la stessa Amelia si fece seria.
L'avvicinamento di quei due moribondi stringeva i cuori.
Profondamente commosso, Fausto stese al povero vecchio una mano madida di sudore. Ma le mani tremanti di don Paolo, brancicarono un istante, prima di afferrare quella mano a lui tanto cara.
Quando l'ebbe in suo possesso, restò un momento come estatico, poi la strinse lievemente e mormorò, abbozzando un sorriso: