— Non sai quello che dici... Bisogna trovare il modo di sottrarti alla sua collera. Ci penserò io... Ma tu mi dirai tutto!...
— Tutto?... È impossibile. Mi sento morire al solo pensarlo!
Tacquero ancora, e si rimisero a camminare sotto il tunnel verde.
Quasi inconsciamente Fausto mormorò:
— Se si potesse camminare sempre, così, nelle tenebre e nelle lagrime, vicini e soli, la vita sarebbe ancora tollerabile...
Argìa tremò tutta. Una tenerezza suprema la spingeva a confidarsi; una invincibile ripugnanza la tratteneva.
Egli la comprese. E una immensa pietà entrò nel suo cuore: ma non poteva rinunciare alla cognizione della verità; poichè l'anima desolata è avida di conoscere il male che la colpisce; e per conoscerlo minutamente affronta ogni tortura, ogni spasimo.
— Parla, Argìa! Dimmi qualche cosa!
— È difficile!... Senti... sono più disgraziata di quello che tu credi... irreparabilmente perduta sono..
— Oh! Argìa!... Ho indovinato... sei madre!...