— Come sa soffrire! — pensò Fausto che la osservava.
I giovani si assisero formando un circolo intorno al piccolo desco. La signora Luisa, ritta in piedi presso all'infermo, continuò a servirlo, rompendogli il pane, tagliandogli il lesso in minutissimi pezzi, mescendogli da bere, badando che egli non versasse il vino nell'alzare il bicchiere con la mano tremolante.
Imbruniva. Il crepuscolo invernale si allargava rapidamente nella vasta camera; la fiamma rosseggiava nel caminetto.
— Come fa notte presto!
Entrò il domestico coi candelabri accesi, e accese pure la lampada pendente dal soffitto.
— Oh! così mi piace! Ho sempre amato la luce, io, la gran luce. Faccia il piacere, Luisa, accenda anche quelle candele laggiù accanto al letto. Oh! bello così! L'oscurità mi è sempre parsa il simbolo della morte...
— Dicono che in paradiso c'è tanta luce!..
— Birichina!... Dicono, già...
Egli sorrise, poi si rabbuiò improvvisamente.
— Mi dirà se le piace questa frittura, don Paolo; l'ho fatta su una ricetta del giornale di mode che mi ha dato la signorina.