Disputando affrettarono il passo e si staccarono dai compagni.
Argìa e Fausto continuarono a camminare lentamente uno accanto all'altra. Tacevano.
— Vuoi il mio braccio?
Ella si appoggiò senza rispondere.
— Hai freddo?
— No...
— Tremi...
— Anche tu...
Tacquero nuovamente.
Lenta, grigia, fumante, la nebbia saliva dalle acque, scendeva dalle nubi, impadronendosi dello spazio. Tutte le cose ne erano avviluppate.