— Dunque, Fausto? Hai pensato alla mia partenza? — domandò Argìa.
Egli ebbe un soprassalto e strinse violentemente il braccio che s'appoggiava al suo.
— Non posso pensarvi.
— E allora?...
— Non so!...
Ricaddero nel loro silenzio affannoso, oppressi da una invincibile agitazione.
Finalmente Argìa mormorò:
— Non mi resta dunque che il suicidio... O lasciarmi ammazzare dal babbo appena saprà... È orribile!
— Consolati... Moriremo insieme, io ti farò coraggio...
Sentendosi vacillare, Argìa si appoggiò con più forza. Fausto si fermò, le cinse la vita col braccio destro, poi con l'altro le accerchiò le spalle e se la strinse al petto in un impeto disperato.