Ma era una cosa impossibile quella narrazione. Tutta la sua femminilità si rivoltava.

Come doveva fare, soltanto a dargli un'idea delle cose passate e dello stato dell'anima sua, delle battaglie segrete, delle indefinibili aspirazioni, e di quella completa atonia della sua volontà?...

Avrebbe raccontati i fatti brutalmente, e Fausto non avrebbe capito nulla, oppure avrebbe capito qualche cosa di mostruoso.

No!... Non poteva.

Ma anche se avesse raccontato tutto; se avesse raccontato bene: poteva egli credere?...

Non erano incredibili i fatti ch'ella doveva narrare?

Non ne dubitava lei stessa qualche volta?... Non giungeva fino ad accusarsi, a darsi tutta la colpa, per la rabbia di non capire?...

Nessuno poteva crederle!...

Fausto avrebbe pensato che lei mentiva meschinamente; o almeno che si scusava, che cercava di attenuare la propria responsabilità. E questo, questo era l'intollerabile per lei; questo le chiudeva la bocca: essere creduta così vile!...

Eppure... vi era nella scienza moderna qualche cosa che poteva confermare le sue parole. Ne aveva sentito parlare.