Andrò fuori; farò una vita più mossa: cercherò distrazione. Forse non è che affare di nervi, come dice il dottore.
Andrò al collegio a trovare Giannina che mi chiamerà nonna... Oh! se fosse veramente mia nipote!... Se potessi educarla, io, a modo mio!...
Sì, tutto è nell'ordine e quello che mi succede è giusto. Ma non era bisogno che mio figlio sposasse appunto una vedova! Con tante belle fanciulle che ci sono — e nessuna l'avrebbe rifiutato, poichè il mio Ernesto è tale uomo che ogni fanciulla sarebbe stata orgogliosa di sposarlo — con tante fanciulle, la Giulia Indelli per esempio, la Maria Trabanti che ho veduto nascere... doveva essere una vedova a portarmelo via!.. Una vedova con una figliuola...
Una bella figliuola, bisogna dire la verità, un amore di bimba... Ma sempre figliuola di un altro!... e già dotata di un caratterino deciso, che sarà utile a lei nella vita, non nego, ma che la rende fin d'ora una creatura assai difficile da maneggiare...
Fortuna che non vengono a stare con me. Non sarei forse capace di vincermi tutti i giorni e potrei dare qualche dispiacere al mio Ernesto.
················
10 Marzo 1880.
Ernesto mi ha scritto oggi una buona lettera annunziandomi il suo ritorno.
Anche Sofia mi ha scritto.
Pare veramente una buona creatura: affettuosa, espansiva. Non ha rancori. Il mio Ernesto mi vuol sempre tanto bene. Ella non cerca di allontanarlo da me.