— Mi si buttò fra le braccia e si mise a piangere — continuò a raccontare Claudina. Io piangevo con lei. Finalmente, mi disse che era avvelenata e che sarebbe morta.
— Avvelenata! — esclamò quasi ad alta voce la quindicenne. — Dunque fu un assassinio!
La sua vicina le diede uno spintone perchè tacesse: alcune risero.
— «Un assassinio.... involontario, — completò Claudina.
«Vi ricordate che si è parlato molto, sebbene molto sommessamente davanti a noi, di una gran cena di addio offerta da Morandini ai suoi amici, come suggello della sua vita di scapolo.
Quasi tutte se ne ricordavano.
— Si disse che vi fossero invitate anche delle donne.... di quelle — vi ricordate?...
Due o tre accennarono di sì.
— Qualche giornale ne parlò: Bianca seppe qualche cosa; si procurò uno di quei giornali e lo si lesse insieme. L'articolo pareva scritto da un nemico di Camillo; e lui deve essersi giustificato con poca fatica. La stessa sera ella bruciò il giornale e l'indomani fu sposa.
«Ebbene! era tutto vero!