A questa insinuazione maligna, Maria impallidì. Più di una volta le era capitato di sorprendere certi sorrisi, certe mezze frasi, il cui senso al primo udire le era rimasto oscuro. L'asino dei Rampoldi! L'aveva sentito dire una sera al figliuolo della Menica, e lei aveva creduto che parlasse veramente del loro asino... Ma il ragazzo aveva riso in un certo modo!... E ora la vecchia Nunziata le diceva che lei portava il basto. Era un insulto dunque? Volevano forse significare che lei non contava per niente in casa di suo marito, che era la sgobbona e nulla altro? Strinse forte i denti e scrollò la testa bruna e poderosa.
—Sentite Nunziata, perchè dite che io porto il basto? Cosa vuol dir questo?
—O Dio! Non andate in furia! È così per dire che voi lavorate troppo, che siete troppo buona...
—Troppo buona, troppo buona... Non so perchè non dovrei esser buona. Quando la mia mamma si è sentita morire, la mi ha raccomandato d'essere sempre buona e di fare il mio dovere in tutte le maniere: io faccio quello che mi ha detto lei. Ero appena sposa quando l'è morta, vi ricordate?
—Eh! altro che ricordarmi. È stata lei che ve l'ha fatto prendere il vostro Sandro. Voi non ci pensavate neppure...
—È vero. È stata lei. Mi ha detto che era un galantuomo, un lavoratore, un uomo che andava piuttosto in chiesa che all'osteria.... Cosa potevo sperare di meglio, poveretta come ero?... Tuttavia avrei detto di no... perchè mi dava troppa soggezione con quell'aria... Ma quando la mia mamma ha insistito, non ho più saputo cosa dire; ho lasciato che facesse lei. E ora che l'ho sposato, vedo che è proprio un galantuomo, che all'osteria non ci va mai, e lavora sempre. In giornata non se ne trovano tanti degli uomini come i Rampoldi. Per questo se mi lamentassi sarei una cattiva donna. Quanto a farmi dei complimenti... lui non c'è tagliato, quantunque sia stato fuori e abbia visto il mondo. D'altronde, lui ha i suoi trentasei anni, e certi fumi gli son passati... Per me poi, mi vergognerei di pensarci. Son contenta così; e contenta io, contenti tutti.
—Siete una brava donna—sentenziò la Meroni.—A proposito, potreste prestarmi un mezzo pane? Ve lo restituirei domani mattina...
—Pane?! Se siamo rimasti tutti senza!... Io non ne ho mangiato... non ne ho neppur visto...
—Come!... Vostro marito è stato a Casorate col padrone; non ne ha portato?... Mi pareva d'avergli visto una micca di pane bianco...
—Ma che! Via, diciamo l'Angelus piuttosto; suona l'Ave Maria a Gel.