Si sentiva diverso. Gli pareva che l'anima sua piccolina si fosse ingrandita smisuratamente; come quella pianura monotona e fastidiosa a cui la notte dava il carattere solenne e tragico di una landa sterminata.

Maria!... Povera Maria!...

Era sdegnato con se medesimo. Eppure non poteva negarsi una certa stima. Si trovava forte e vigliacco.

Forte, per averla rispettata; vigliacco, per non aver saputo convincerla dell'amor suo.

Povera Maria! Che destino perverso la incalzava nella vita! Creatura sacra, destinata dalla natura ad un altissimo fine; perfetta di corpo, senza quella bellezza procace che turba i sensi e offusca lo spirito; perfetta nell'anima, e ignara del proprio valore: la vera madre: la vera compagna dell'uomo semplice e saggio. Ed egli che l'aveva compresa, ammirata, amata da scienziato che sa e pesa il valore di un essere; da poeta che aspira all'ideale felicità; da uomo, anelante alla gloria di dare quella madre ai suoi figli, egli pure l'abbandonava!

Perchè?

Perchè non possedeva un cuore semplice; perchè non era un uomo saggio. Perchè intendere non serve a nulla!—concretava sorridendo del suo vecchio sorriso pieno di amari sottintesi.

—Beati quelli che non ragionano: beati quelli che si lasciano condurre da un istinto affettuoso, da un concetto semplice della vita!...

... Beato don Giorgio emigrante in America con la sua Cristina al fianco!...

Cristina!