Meno perfetta di Maria, tanto nell'anima che nel corpo; ma più seducente, più femmina, più voluttuosa. Come l'aveva desiderata!...

Era egli certo di non desiderarla ancora?...

Ah! Ah!... Ah!...

Sferzò la cavalla, che già correva fiutando da lontano la domestica stalla.

Ah! il male era nel cuore, reso impotente dal cervello analizzatore e dalla sensualità dominante.

Compiangeva Maria, ma avrebbe speso meglio il tempo a compiangere se stesso. Maria, sola, attaccata alla tomba della sua bimba, alla memoria del marito infedele, Maria, col cuore lacerato per la sorella che emigrava, per lui stesso, forse: Maria, mezzo malata, e povera tanto da essere costretta a faticare come una bestia per isfamarsi: Maria era ricca in confronto di lui.

Che cos'era lui in fine?...

Un gaudente povero, pieno di voglie inacerbite; un goloso dallo stomaco guasto, tormentato da inappetenze intermittenti. Capace di mutar gusti ed affetti per un cambiamento di luce, o di prospettiva. Capace, se avesse preso Maria con sè, di non amarla più affatto, di trovarla volgare, fuori della sua bella cornice di infelicità e di miseria! Capace di preferirle, al pari di Sandro—campagnuolo sciupato dalla caserma—una prostituta nata, come la Virginia.

Oh! se si conosceva!

Era destinato a impazzire—vecchio impenitente—per qualche femminuccia abituata a trastullarsi con le debolezze dei maschi: destinato a far morire di crepacuore la donna amante che gli avesse fatto realmente un grande sacrificio. Natura di belva e di gaudente raffinato.