Un guardiano passò: poi il padrone stesso, pallido, arcigno.

Nessuno fiatava: la macchina sola si era messa a strepitare come un uragano.

—Cantiamo!—mormorò la Meroni, impaurita.

—Cantiamo le lodi della Beata Vergine.

—Cominciate voi, Maria, cominciate!... supplicò la Menica, povera donna, con quella faccia di febbre.

—Non posso—rispondeva Maria.—Non posso.

Aveva un peso sul cuore, un peso che le mozzava il respiro.

Nessuno aprì bocca, neppure il padrone, che si allontanò ben presto con un ronzìo negli orecchi.

La macchina continuava il suo verso.

Maria pensava: I contadini si ribellano!... Sono stanchi di soffrire!... Ma che speranze possono avere?... Cosa vogliono fare?... Cosa, in nome di Dio?!... Saranno schiacciati, puniti... Siamo nati per lavorare e soffrire, noi poveretti: è così da per tutto... lo diceva anche il povero Sandro!...