È ne la caratteristica speciale de la forma che si rivela la personalità, l'originalità, direi quasi la nota d'uno scrittore. Non forse la forma di Bruno Sperani, così suggestiva, vibrante, sprezzante a volte, espressiva sempre, vigorosa, a trasparenze, a spezzature, a scatti, è la manifestazione de l'organismo, de' sentimenti d'uno tra i più originali romanzatori italiani? Così in letteratura non abbiamo un tipo unico di stile, ma differenti stili, i quali sono un tutto co 'l contenuto d'un'opera d'arte: tal contenuto, tal forma—anche 'l De Sanctis lo dice.

La Sperani non è stilista: scrive netto, reciso, sincero, con una forza d'espressione rara tra noi italiani, e non ha altra preoccupazione che di render chiaro il suo pensiero profondo, fermo, preciso. E questa preoccupazione sua mi ricorda Stendhal, Duranty ed i romanzieri russi, a' quali amo riavvicinare la scrittrice nostra.

Il suo metodo potrà piacere o dispiacere, potrà dar luogo a mille discussioni—ma deve esser preso qual'è—ed accettato. E così noi—che non possiamo emulare questa potente romanzatrice—possiamo almeno essere in grado di comprenderla ed amarla.

Il Romanzo della Morte ha una personalità definita, un carattere di forma particolare, una onestà efficace—che ci fan presto desiderare 'l novo libro di Bruno Sperani: La Fabbrica.

B. Emilio Ravenda.

Ecco un romanzo diversamente bello dagli altri due che ho letto, finora, della Sperani: Numeri e Sogni e l'Avvocato Malpieri.

Se in quelli v'ha la virile robustezza di scrittrice—che tutti riconoscono nell'A...—la niuna preoccupazione di fare un'opera d'arte dilettevole pel gran pubblico—come la vecchia scuola comandava dovesse farsi—se in quelli v'ha la studiosa propugnatrice di nuove e generose idee sociali, e l'osservatrice di caratteri moderni, in questo Romanzo della Morte—cosa che non avrei mai supposto—v'è una muliebre freschezza di passione, v'è, nel contesto, l'idea, il proposito di fare un delicatissimo romanzo, ed in gran parte, v'è riuscita.

Il romanzo entra nella sua più bella fase al 5o ed al 6o capitolo. Lì c'è tutta l'arte completa della Sperani: lì le scene vere della vita, come può presentarle un'osservatrice della sua potenza; e se fin là non si sente Argia ad amare con islancio muliebre—nè idealmente, nè sensualmente, invece, è in quei due capitoli ch'ella principia a rivelarsi, con tutta la desolante prostrazione in cui l'ha gettata l'infamia d'altri, accanto a Fausto, posseduto dalla disperazione dell'amore, col cuore arrovellato dalle spine di dolore acutissimo.

(Dalla Rassegna Critica). A. Lauria.

All'opera d'arte giova quello speciale procedimento dell'A... per cui dall'evoluzione ascendentale del concetto pessimista si conchiude a un corollario tanto più rilevante quanto più inaspettato, sicchè, con grande vantaggio dell'interesse tenuto sempre desto, e dei moderni criterî positivi, invece della glorificazione della Morte, si ha la vittoria definitiva della Vita, la quale ci si afferma con tanto maggiore intensità quanto maggiore poteva sembrare nello svolgimento del racconto la tendenza a negarla. È bene che nel romanzo moderno il concetto scientifico si faccia strada, e, abbandonatesi le vecchie rotaie del romanticismo, si concilî l'uomo alla terra prosaica, all'umile esistenza quotidiana; la vita, in fondo, non è, ad onta de' mille e mille declamatori, così insopportabile peso; essa ha uno scopo che bisogna asseguire, e, concepita con serenità d'animo, potrebbe perfino darci de' godimenti non mediocri. Ma sopratutto guardiamoci dal renderci schiavi del pregiudizio; e nel conflitto fra il pregiudizio e la Natura procuriamo di astenerci dal deplorevole orrore di comprimere quest'ultima. Essa non tarderebbe a prorompere impetuosa ripigliando i suoi diritti. Questo ha capito la signora Beatrice Speraz, anzi l'abate Don Paolo e Fausto vorrebbero esprimere, a mio modo di vedere, come per simbolo le idee dell'egregia pensatrice. L'artista, valorosissima, parmi che abbia caricate perciò un pochino le tinte de' due personaggi, destinati a simboleggiare tali idee, pel resto non ho nulla da osservare: si sente nel Romanzo della Morte, e nei ritratti e nelle descrizioni, l'artista provetta che ha saputo infondere crescente interesse nello svolgimento di un caso cui i meno abili avrebbero ristretto ne' limiti brevi della novella.