—Vieni qui—le gridò la Cristina—vieni a mangiare con noi!
Maria si raccolse un momento; si passò una mano su gli occhi; crollò la testa. Finalmente si mosse e adagio adagio si avvicinò al gruppo delle donne, sedette presso alla sorella e non fiatò.
Pensava confusamente, con una sorta di superstizioso terrore, a quello che aveva veduto, e che si ripeteva tutti i giorni: pensava alla sua misera sorte.
Sarebbe stato sempre così?... Sempre... finchè lei sarebbe morta di crepacuore?... La Virginia s'era fatta più superba che mai dacchè la disgraziata Maria aveva scoperta la tresca; e la rimproverava per ogni cosa e giungeva fino a minacciarla. Pietro la guardava di traverso; e Sandro non le parlava neppure. Quando gli altri le erano addosso con gl'improperii, come se non avesse fatto il suo dovere, mentre non si riposava mai, Sandro taceva o andava fuori di casa. E la Virginia sempre seduta al camino, o sulla porta della cucina, non faceva che comandare: e vestiva quasi come una signora, col grembiale sempre nuovo e il fazzoletto di fulard; mentre la povera sgobbona tremava quando aveva consumato un paio di zoccoli e doveva chiederne un paio nuovo!...
Sarebbe stato sempre così, sempre... Ci doveva essere di mezzo qualche stregoneria... qualche vecchiaccia le aveva dato il cattivo occhio...
Forse la Meroni... forse...
***
Con questi pensieri, cercando nel buio della memoria un fatto, una data che le sfuggiva, Maria rimaneva intontita, ripetendo mentalmente le stesse parole. Le donne intanto parlottavano della vicina Pasqua, delle funzioni, della confessione, della pulizia delle case...
—Ne sentirà delle belle don Giorgio!— esclamò una giovane contadina dal viso rotondo ammiccando furbescamente. È il prim'anno che si trova a questi ferri.
Ma la vecchia Meroni ribattè subito con la sua solita malignità: