—Voglio bene a uno—aveva detto tremando la giovane voce impregnata di lagrime, di cui egli sentiva il soffio caldo traverso la graticcia,—voglio bene a uno che non mi può sposare... E gli voglio tanto bene che non me ne importerebbe niente di essere sposata... Questo è un grave peccato, lo so... e lui non vorrà mai... è un santo lui... Per questo... perchè sono stanca di patire... ho fissato di andare via... in America...
Ella soffocava; le mancava la voce per la gran vergogna e il dolore, ma diceva, perchè voleva dire.
Dio di Dio! Che passione di non poterla stringere fra le braccia e baciarla sulla bocca mentre parlava!...
Eppure egli aveva avuto il feroce coraggio di dirle che avrebbe fatto benissimo a partire, che era il suo dovere, che Dio l'avrebbe ricompensata ridonandole la pace dell'anima!...
E intanto si sentiva ardere e gelare. Non aveva patito così dacchè era al mondo.
Tutta la notte poi senza chiudere occhio; tormentato da spasimi incredibili... E ora si sentiva le ossa come frantumate; la bocca amara di tossico; il cervello torpido.
Era umano, soffrire a quel modo?... Perchè Dio gli aveva dato quel temperamento?... Ah! il male era di avere vestito quell'abito! Non ci era Dio, nè santi. Si trattava di una povera figliuola che egli avrebbe disonorata...
Un altro pensiero sorgeva improvviso nel suo animo turbato: forse l'aveva già disonorata guardandola, tirandosela in casa... I contadini, che l'avevano indovinato—di questo era certo—non potevano supporre... ma che!...
Lo stimavano lo stesso, però, lo compativano, perchè era giovane e con quel temperamento!... Loro già accomodavano ogni cosa: la terra e il cielo.
E continuava a cercare la Cristina e ad assolvere i peccatori. Assolveva tutti; ora per un sentimento di pietà fraternevole, ora sbadatamente.